Poliziotto padovano muore di tumore a 54 anni. Lottò disperatamente contro una sentenza

Lutto al Commissariato Stanga per Luca Buttarello. Nel 1992 l’intervento che gli costò una condanna a 300 mila euro 

il lutto

È morto per un tumore al cervello scoperto un anno e mezzo fa. Luca Buttarello, 54 anni, di Casalserugo, agente in servizio al commissariato Stanga, aveva alle spalle 35 anni di polizia e una grana giudiziaria mai risolta che tanto l’aveva provato. Un intervento di polizia che risaliva addirittura al 1992, per cui Buttarello avrebbe dovuto pagare oltre 300 mila euro come risarcimento. Per questo aveva scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


l’intervento

È il 31 marzo del 1992 quando Buttarello si trova a intervenire alla stazione metro di Milano. Durante un fermo di polizia per l’identificazione di una persona, parte un calcio al basso ventre del fermato. Un colpo potente che lesiona un testicolo. A sferrare il calcio, però, non è Buttarello ma un collega. Vengono denunciati tutti, sia chi sferra il calcio che tutti gli altri. Buttarello viene condannato perché non ha impedito l’aggressione. Venne stabilito anche un risarcimento di oltre 300 mila euro a titolo di danno che il Ministero ha ritenuto di riconoscere ed elargire alla parte lesa, che con il calcio perse un testicolo.

la lettera a Mattarella

Poi la diagnosi del tumore, la malattia, un dramma scaturito secondo l’agente “dopo 27 anni di ansie, sofferenze, notti insonni ed esborsi di denaro per tentare di difendermi con infiniti rispetto e pazienza nel sistema processuale (penale, contabile e disciplinare)”.

Luca Buttarello allora scrive a Mattarella: «Per ora mi è stato pignorato un quinto dello stipendio ed è stata ipotecata la casa di famiglia a me intestata, un vecchio immobile frutto esclusivo di una vita di lavoro del mio stimato padre», racconterà il poliziotto. «Al di là della verità fattuale così come ricostruita dai Tribunali, mi sento come un fusibile a basso amperaggio di un circuito elettrico chiamato a sobbarcarsi da solo, in virtù del principio solidaristico, un importo da capogiro che faccio perfino fatica a pronunciare e di cui non ho alcuna disponibilità».

i sindacati

Del suo caso si occuparono anche i sindacati di polizia, che con un documento congiunto scrissero al capo della Polizia Franco Gabrielli e all’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Non possediamo inconfutabili conoscenze per poter affermare che una malattia come questa sia la conseguenza esplosiva di 27 anni di preoccupazioni, ansie, sofferenze, notti insonni ed esborsi di denaro per tentare di difendersi dalle macchine processuali, ma il dubbio ce l’abbiamo», scrissero Siulp, Sap, Siap, Coisp, Fsp Polizia, Silp Cgil e Uil Polizia il 13 giugno 2019.

Un anno e mezzo dopo gli stessi sindacalisti si ritrovano a dover organizzare il funerale del loro collega, che sarà celebrato martedì alle 15, nella chiesa di Casalserugo. —


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