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Tasso di mortalità, il Covid colpisce più donne che uomini: le statistiche comune per comune in provincia di Padova

Il report congiunto dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Istat confronta il periodo tra marzo e ottobre del 2020 con il quinquennio precedente. Ecco cosa emerge in regione e in provincia. Il caso di Barbona

PADOVA. Sono tante le famiglie venete che stanotte si faranno gli auguri per il nuovo anno ricordando qualche congiunto che non c’è più. Se già la prima ondata del virus, tra febbraio e maggio, aveva seminato contagi e lutti, il Report diffuso ieri dall’Istat (che l’ha redatto congiuntamente all’Istituto Superiore si Sanità) rileva che la seconda ondata del Covid 19, scattata da ottobre, ha superato nettamente la prima, caratterizzata dal lockdown.

Nel mese di novembre, infatti, si è registrato nella nostra regione un aumento del 42,8% dei decessi rispetto allo stesso mese del 2019. Un dato che batte nettamente quello di aprile, quando sempre rispetto a dodici mesi prima, era stato rilevato un aumento dei defunti pari al 30,8%.

Ma è, complessivamente, nel Nord che la mortalità è schizzata in alto a novembre (più 61,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), con vertici registrati in Valle d’Aosta (più 139% rispetto al 71% di aprile) e in Piemonte (più 98% rispetto al 77% di aprile).

Quanto alla nostra provincia, suddivisa in 102 comuni, risultano 6.211 (2903 uomini e 3308 donne) le persone passati a miglior vita quest’anno, tra il primo marzo e il 31 ottobre. Il dato Istat fa riferimento a qualsiasi causa di mortalità (e non solo al Covid-19).

Il saldo, rispetto alla media registrata negli stessi otto mesi, tra il 2015 e il 2019, è di 403 deceduti in più (177 maschi e 226 femmine), il che equivale quasi al 7 per cento (per la precisione il 6,94%). In particolare sono mancati il 6,49% in più tra gli uomini e il 7,34% in più tra le donne.

Ma non i tutti i comuni padovani l’anno bisesto sarà ricordato come l’anno più funesto. La percentuale più negativa (il 161,9% d’incremento di decessi) si è registrata a Barbona, che risulta la realtà meno popolosa in ragione dei 621 residenti certificati dall’Istat al 31 dicembre 2019. Sicché, se fra marzo e ottobre 2015-2019 la media era stata di 4,2 defunti, quest’anno si è arrivati a 11 (3 uomini e 8 donne).

Raddoppiato anche il numero dei morti a Cinto Euganeo. Se negli otto mesi presi in considerazione per il 2019 i deceduti erano stati in media 11 (4,8 uomini e 6,2 donne), quest’anno il totale è raddoppiato a 22 (14 maschi e 8 femmine).

Il raffronto del tasso di mortalità per sesso, tra l'ultimo quinquennio e il 2020

Nella seconda ondata a livello nazionale resta invariata la prevalenza della componente femminile (54%), ma diminuisce la classe di età mediana dei casi: 45-49 anni rispetto a 60-64 anni della prima ondata. Cala, in percentuale, il dato dei contagi registrato nella popolazione molto anziana (80 anni e più) che passa da 26% nella prima ondata a 8% nella seconda. Tale diminuzione è verosimilmente in gran parte dovuta all’aumentata capacità diagnostica tra le classi di età più giovani e nelle persone con sintomi meno severi.

Così in Veneto. Ci sono Comuni in cui la percentuale di decessi femminile nel 2020 rispetto ai cinque anni precedenti è davvero impressionante: da segnalare tassi d'incremento del 471,4 per cento a Barbona (Padova), a Lastebasse (400%) nel Vicentino, a Pincara (164,7%) nel Rodigino, a Lozzo di Cadore (257,1% dove però altri Comuni della stessa vallata registrano incrementi notevoli nei decessi dei maschi: 400% a Perarolo, 300 a Selva, 221 a Vigo. Certo, trattandosi di piccoli comuni va sempre considerato che l'incremento percentuale potrebbe corrispondere a un numero assoluto inferiore a quanto si potrebbe immaginare.

Istruzioni. In questa infografica trovate la differenza nel tasso di mortalità Covid tra il quinquennio 1915-2019 e il 2020, sempre nel periodo dal primo marzo al 31 ottobre, suddiviso per sesso. Per sfogliare le 29 schermate cliccate sulla freccia qui sotto a destra. Se invece vi interessa un singolo Comune, usate il search (lente d'ingrandimento) qui sotto a sinistra

A Padova l’incremento dei defunti risulta del 2,9%: più 0,7% per i maschi, più 4,6% per le donne. I numeri assoluti rivelano che tra marzo e ottobre, nel quinquennio 2015-2019, erano mancate 1680 persone, quest’anno sono risultate 49 in più. Non sono però mancati i comuni nei quali il trend si è invertito. Si evidenzia, su tutti, il caso di Vo’. Se l’anno scorso, tra marzo e ottobre, si erano celebrati 27 funerali, nel 2020 la cifra è scesa a 20 (in media il 26,5% in meno, con un meno 45,9% per le signore). —

 

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