Si è spento per il Covid a 66 anni Lariano Cinetto, paladino dei diritti nel lavoro

Lariano Cinetto, 66 anni, ex lavoratore della Saimp

Ha lavorato a lungo alla Saimp di Padova, storica azienda produttrice di macchine utensili all’Arcella, travolta da una crisi sfociata in una lunga vertenza

CONSELVE. Una vita intensa e generosa, segnata dal lavoro e dall’impegno sindacale, insieme all’amore e alla dedizione per la famiglia, stroncata dalla malattia e dal Covid. Lariano Cinetto, 66 anni, è deceduto domenica all’ospedale di Schiavonia, in cui era ricoverato dallo scorso 8 dicembre, dopo aver contratto il virus.

Sposato con Carla, padre di Lorenzo e Lavinia, da alcuni anni era in pensione dopo decenni di lavoro. Cinetto ha lavorato a lungo alla Saimp di Padova, storica azienda produttrice di macchine utensili all’Arcella, travolta da una crisi sfociata in una lunga vertenza. La battaglia legale si è chiusa solo pochi anni fa e, da rappresentante sindacale, Cinetto ha seguito da vicino l’intera vicenda per assicurare il giusto riconoscimento agli operai rimasti senza lavoro e senza una fonte di sostentamento per le famiglie.

«Quando c’era da tutelare i diritti dei lavoratori e dare una mano a tanti colleghi, è sempre stato in prima linea e si è sempre schierato a viso aperto, senza timori» ricorda il figlio Lorenzo «È stato protagonista della lunga battaglia legale per la Saimp, durata ben 18 anni, conclusa solo due anni fa con il riconoscimento di quanto spettava ai lavoratori. Un risultato atteso a lungo. Ha lavorato anche alla Pu.Ma Service di Tribano, altra grande azienda travolta dai passaggi di mano e di società che l’hanno via via impoverita, fino alla chiusura. Anche in questo caso mio padre non si è risparmiato, nonostante fosse ormai quasi al termine del suo percorso lavorativo. Si è sempre impegnato e battuto per la dignità dei lavori, per assicurare a tutti i colleghi il giusto riconoscimento dei propri diritti».

Ricorda ancora il figlio: «In apparenza aveva un atteggiamento burbero, ma sotto quella scorza si nascondeva un pezzo di pane di incredibile dolcezza. Finché ha potuto ha continuato a riparare a casa le biciclette agli amici, un passatempo e una grande passione. Con discrezione cercava sempre di aiutare gli altri, senza farlo sapere. Purtroppo è stato colpito da una malattia neurologica che lo aveva limitato nei movimenti». Il funerale sarà celebrato giovedì alle 9.30 in Duomo. —


 

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