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La fabbrica dei veleni sarà bonificata entro la fine del 2021

Pernumia, convenzione tra Regione e Veneto Acque: prevede la rimozione di 52 mila tonnellate di rifiuti pericolosi presenti nella ex C&C

PERNUMIA. La rimozione delle circa 52.000 tonnellate di rifiuti pericolosi contenute nei due capannoni della ex C&C di via Granze, nel comune di Pernumia, soprannominata la “Fabbrica di veleni”, dovrà essere completata entro il 2021. Lo stabilisce la convenzione sottoscritta alla fine di novembre scorso tra la Regione Veneto e Veneto Acque Spa, la società controllata dalla Regione che nel progetto fungerà da stazione appaltante.
Dopo 16 anni si sta mettendo finalmente la parola fine ad una delle pagine più nere che hanno interessato il territorio della Bassa Padovana.

A sbloccare la situazione, considerata da molti una “bomba ad orologeria” essendo i rifiuti stoccati all’interno di strutture ormai fatiscenti e a ridosso del canale Vigenzone che scarica le acqua in laguna, è stato il finanziamento di 12 milioni di euro che la giunta di Palazzo Balbi ha stanziato nel corso dell’estate scorsa per la bonifica.

Stanziamento che in gran parte è stato attinto dai fondi della Legge Speciale per Venezia. Veneto Acque Spa - si legge nell’accordo - dovrà predisporre entro 60 giorni dalla firma della convenzione un piano delle analisi chimiche di tutti i rifiuti presenti nell’area, l’avvio a smaltimento delle sostanze pericolose, la direzione dei lavori, la contabilizzazione e quant’altro attiene all’esecuzione dell’intervento, nel rispetto delle disposizioni in materia ambientale.

Per quanto riguarda l’erogazione dei fondi a Veneto Acque Spa, sono previste 3 tranche: 3milioni dell’importo complessivo alla sottoscrizione della convenzione, 6milioni alla presentazione della relazione tecnica e della rendicontazione delle spese sostenute, da cui risulti la spesa di almeno 2/3 della somma erogata nel primo acconto, e il saldo finale di 3milioni alla conclusione delle attività che comprendono anche la bonifica delle aree esterne intorno ai capannoni.

«Questa è una grande vittoria per l’ambiente ma una sconfitta per il sistema, che alla fine di una vicenda giudiziaria non vede nessuno di chi ha commesso questo danno all’ambiente e alla comunità pagare», afferma l’assessore regionale Roberto Marcato che si era interessato del problema dell’ex C&C da assessore all’ambiente della Provincia.

Il Comune di Pernumia e la Regione sono intenzionati a chiedere i ristori delle spese fin qui sostenute per le analisi e per la messa in sicurezza dei capannoni, ai proprietari del sito. Una società che però è fallita. —

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