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Preoccupa l’onda lunga del fiume Bacchiglione. Possibile nuova piena tra la notte e mercoledì mattina

Da domenica sera è allerta a Bovolenta, la zona più a rischio in località Ponta. I centri operativi resteranno attivi per altri quattro giorni

BOVOLENTA. L’onda di piena lungo il Bacchiglione e il Frassine è passata, ma rimane l’allerta per le nuove e intense precipitazioni attese - e confermate dai fatti - fin dal primo mattino di oggi e in parte per mercoledì. I fiumi continuano ad essere sorvegliati speciali e gli occhi sono puntati sui punti più critici in tutta la provincia. Si tema infatti “l’onda lunga”, ossia una fase prolungata di livelli molto alti, in particolare per il fiume Bacchiglione. I livelli sono scesi questo pomeriggio, martedì, ma potrebbero ritornare a crescere già nella notte. Non a caso, la centrale regionale della Protezione civile ha invitato i Comuni a rischio a mantenere attivi i Coc, i centri operativi comunali, almeno fino a venerdì prossimo.

Fronte aperto per il Bacchiglione


Se nella notte fra domenica e lunedì l’attenzione maggiore si era concentrata, insieme alla paura per le esondazioni, nel tratto del fiume ad ovest - da Cervarese, Veggiano, Saccolongo e Selvazzano, fino a Padova - ieri per tutto il giorno è stata la parte meridionale a tenere con il fiato sospeso. Da Ponte San Nicolò, Polverara, Casalserugo, Bovolenta e Pontelongo, il fiume non ha fatto che crescere, lentamente ma inesorabilmente, raggiungendo il suo massimo solo in serata. Il livello idrometrico, che alle 19 di domenica sera era a 3.92 metri (stazione di Bovolenta), ieri alla stessa ora ha toccato i 6.43. Una piena lenta ma non per questo meno preoccupante, che ovviamente ha tenuto sull’attenti decine di volontari della protezione civile, i tecnici del Genio Civile insieme ai sindaci.

Criticità in zona Ponta

Già dal giorno precedente la Protezione civile aveva installato le paratie sul primo sbarramento in località “Ponta”, la piccola penisola accanto a piazza Matteotti, il primo lembo di terra a finire sott’acqua in caso di piena. Ieri pomeriggio i volontari sono rientrati in azione per montare e azionare una pompa che tenesse all’asciutto il terreno accanto al primo sbarramento, interessato dalla formazione di alcuni fontanazzi.

Non c’è stato bisogno di evacuare le cinque persone che vivono al di là dei murazzi ma tutta la zona continuerà ad essere tenuta sotto stretto controllo. «Durante il sopralluogo con il Genio civile nella mattinata» spiega il sindaco Anna Pittarello «abbiamo riscontrato una situazione stazionaria. Poco dopo mezzogiorno i tecnici hanno confermato che il livello dell’acqua sarebbe salito ancora di circa mezzo metro per poi iniziare a scendere molto lentamente. Alle 17 i responsabili del Genio Civile ci hanno comunicato che avevano iniziato le manovre per ridurre la portata del fiume, dichiarandoci così fuori pericolo. La situazione è sempre stata sotto controllo, ma non è mancata la preoccupazione. Ovviamente continueremo a vigilare anche nelle prossime ore, viste le previsioni meteo».

Negli ultimi mesi il corso del Bacchiglione a sud di Padova è stato interessato dai lavori di rinforzo dell’argine nei punti più critici. A nord di Bovolenta è stato costruito nel terrapieno un diaframma per scongiurare l’evacuazione di tutto il centro. Ora tocca ai murazzi: «A gennaio verrà indetta la gara d’appalto per l’intervento da 1, 4 milioni che partirà da maggio e consentirà di proteggere l’area delle piazze», conclude Pittarello.

Negli altri comuni

A Casalserugo la Protezione civile ha monitorato gli argini per tutto il giorno e il sindaco Matteo Cecchinato ha aperto un canale Telegram per informare sull’evoluzione della piena: «La mancanza di vento e di pioggia hanno favorito il regolare deflusso dell’acqua». A Saccolongo il ponte di Creola è rimasto chiuso per tutto il giorno così come quello di Trambacche a Veggiano.

Il Frassine nella Bassa

Pur con il rischio di un’altra onda di piena in caso di meteo avverso, è al momento risolta la situazione del Frassine: il livello massimo si è raggiunto alle 00.10 di ieri (3.83 metri) nel Montagnanese a Borgo Frassine e alle 4 a Este (3.35 metri). Alle 18 di ieri i livelli erano scesi rispettivamente a 2 e 2.68. In mattinata è stato anche riaperto il ponte sul Frassine di Montagnana. —

 

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