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Piazza Rabin, censura dell’Anac «La convenzione è da rifare»

L’autorità anticorruzione critica sulla gestione del primo “project financing” La giunta Bitonci ha modificato il progetto senza indire una nuova gara d’appalto

claudio malfitano
2 minuti di lettura

Il Comune non poteva assegnare ai privati la gestione del nuovo parcheggio di piazza Rabin «senza il previo svolgimento di una procedura di evidenza pubblica». E adesso è opportuno che l’amministrazione «rivaluti l’assetto attuale della convenzione». È la decisione dell’Anac, l’autorità anti-corruzione, sulla vicenda del parcheggio dietro Prato della Valle e del restauro del frontone dell’ex foro boario. Una bocciatura senza mezzi termini della decisione della giunta Bitonci, nel 2016, che modificò il progetto eliminando il park interrato senza rifare l’appalto. Ora però bisogna rimediare e l’authority assegna al Comune 45 giorni di tempo per trovare un accordo con i gestori che dovranno assumersi una maggiore quota di rischio.

La convenzione contestata

La vicenda è finita nel mirino dell’Anac dopo gli esposti dell’allora deputato Pd Alessandro Naccarato e di Italia Nostra. Sotto accusa è finita la convenzione che concede per 39 anni la gestione del parcheggio e l’utilizzo dell’ex frontone ai privati che lo hanno ristrutturato. I quali oggi versano il 14% dei ricavi (sia del park che degli affitti) nelle casse di Palazzo Moroni. Quale è la contestazione? Il fatto che, tra dicembre 2015 e novembre 2016, la giunta Bitonci avrebbe cambiato le carte in tavola. Il project financing (il primo mai realizzato in città) era stato messo in gara e poi affidato sulla base del progetto di un parcheggio interrato da 600 posti e una spesa di 17.038.500 euro. Ma poi con un accordo transattivo con la società che si era già aggiudicata il bando (la “Parcheggio e immobiliare Prato della Valle srl”) si è deciso di eliminare l’interrato abbassando così il costo dei lavori a 8.194.340 euro. In cambio il Comune avrebbe incassato il 14% dei ricavi anziché il 13%, e la concessione è stata ridotta a 39 anni anziché 45.

le risultanze istruttorie

Ma è possibile modificare un project financing che è già stato assegnato senza rifare la gara d’appalto? Evidentemente no se c’è un vantaggio per i privati. È quanto rileva l’Anac: «Il procedimento per la valutazione dell’interesse pubblico non è stato svolto dal Comune di Padova con il necessario approfondimento – si legge nella decisione dell’authority – Parimenti inadeguata si è rivelata la verifica su possibili margini di extra redditività per il partner privato, dovuti alla eccessiva durata dell’affidamento». Il Comune si era difeso sostenendo di aver evitato una contesa legale: «Piuttosto che risolvere una controversia la transazione sottoscritta nel 2016 ha avuto l’effetto di assegnare all’operatore economico un diverso affidamento, senza il previo svolgimento di una procedura di evidenza pubblica».

ora è tutto da rivedere

«Potrebbe essere opportuno per il Comune rivalutare l’assetto attuale della convezione, al fine di escludere ogni ridimensionamento del rischio a carico del concessionario». Questa l’indicazione dei componenti dell’autorità anti-corruzione, che ha depositato la decisione lo scorso 25 novembre. Dunque sarà necessario concordare nuovamente i termini della convenzione, in termini temporale e di conguagli economici. Ma non si toccherà la funzionalità del parcheggio e del frontone, che ormai sono operativi da diversi mesi.



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