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Addio al veterinario di Vo’ Vanni Ambriosi, era nella task force di marzo

Il professionista aveva 66 anni, aveva contratto il virus a fine ottobre. Era ricoverato a Padova dove sembrava stesse migliorando, poi l’improvviso peggioramento 

VO’. Nella prima ondata del Coronavirus, quando Vo’ è stato il primo comune d’Italia a diventare “zona rossa”, Vanni Ambrosi, il sessantaseienne veterinario residente in via Vo’ di Sotto, nella frazione di Vo’ Vecchio, morto  martedì all’ospedale di Padova, aveva collaborato con la task force impegnata nel contenimento della pandemia.

Da 35 anni lavorava alle dipendenze dell’Usl 8 Berica e durante le due settimane di chiusura del paese, non potendo spostarsi, aveva accettato l’incarico dell’Usl 6 Euganea di occuparsi del controllo straordinario degli allevamenti della zona, in particolare degli accertamenti sanitari sulla influenza aviaria. Professionista stimato e appassionato del proprio lavoro, non era sposato e non aveva figli.


Avrebbe dovuto andare in pensione la prossima estate. Non vedeva l’ora per poter dar fondo alla passione per le escursioni che praticava con un gruppo di amici. Aveva contratto il virus alla fine di ottobre e nonostante un tampone negativo lamentava febbre e tosse. Dopo una settimana di cure in casa, dove viveva da solo, le sue condizioni erano peggiorate al punto che si era reso necessario il ricovero all’ospedale di Schiavonia. Dopo pochi giorni è stato trasferito all’Azienda ospedaliera di Padova dove le sue condizioni sembravano in via di miglioramento ma poi il quadro clinico improvvisamente è peggiorato fino al decesso. Lascia la sorella Francesca.

«Il dottor Vanni Ambrosi era una persona molto riservata che si vedeva poco in paese», afferma il sindaco di Vo’, Giuliano Martini. «Un bravo professionista molto stimato dai suoi colleghi che si occupava del controllo sanitario nei grandi allevamenti di animali sia in provincia di Vicenza che in quella di Padova. Ci è stato di grande aiuto nel periodo in cui il paese è stato chiuso per il coronavirus». Ad accertare le reali cause del decesso sarà l’autopsia. «Vanni godeva di ottima salute, a lui oggi va il nostro pensiero più affettuoso e il nostro rimpianto», afferma il Sivemp Veneto, il sindacato dei veterinari di medicina pubblica a cui il dottor Ambrosi era affiliato. —

Gianni Biasetto
 

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