Trasporti, tavolo in Prefettura a Padova: «A gennaio ripartire sicuri con la scuola in presenza»

Franceschelli avrà più poteri con il prossimo Dpcm: «Servono norme chiare». Il provveditore: «Conterà molto la responsabilità dei ragazzi». Genitori preoccupati

PADOVA. Un tavolo in Prefettura per riorganizzare il trasporto pubblico in vista della riapertura dopo l’Epifania. È l’indicazione del governo ed è quanto a Padova si realizza già dallo scorso settembre. L’obiettivo è realizzare un piano organico per i 38 mula studenti degli istituti superiori che dovrebbero tornare in aula il 7 o lunedì 11 gennaio.

Il coordinamento del prefetto


Il tavolo padovano è coordinato dal prefetto e vede come protagonisti anche la Provincia, il Comune, Busitalia e l’Ufficio scolastico provinciale. Il prossimo Dpcm su questo tema potrebbe dare ancora più poteri ai singoli prefetti.

«Ma non servono super-poteri. L’attività di coordinamento in tale settore fa parte da sempre delle competenze delle singole prefetture. Servono solo norme chiare e facili da applicare», ha spiegato il prefetto Renato Franceschelli ai microfoni di Tv7.

Sul piano si pronuncia anche il Provveditore: «Siamo in una fase di grande emergenza – sottolinea Roberto Natale – Per ottenere un rientro a scuola dei ragazzi delle superiori nella massima sicurezza non bastano solo più autobus e più controlli davanti alle scuole ed alle fermate, ma servono comportamenti individuali più responsabili rispetto a quelli di ottobre, anche e specialmente da parte degli stessi studenti. I ragazzi devono capire che non possono e non devono creare capannelli alle fermate».

I genitori chiedono sicurezza

Anche le associazioni dei genitori considerano centrale il nodo dei trasporti: «Se fosse per noi i ragazzi delle superiori potrebbero tornare a scuola in presenza anche domani – dice Miriam Agostini, coordinatrice del Fopags – Spetta alle istituzioni garantire la salute dei nostri figli. I trasporti pubblici saranno veramente potenziati visto che la capienza a bordo del tram e dei bus resta del 50%".

"I programmi, che oggi sono sui tavoli istituiti nelle prefetture, saranno rispettati realmente oppure ancora una volta faranno acqua da tutte le parti? Non servono solo più autobus, ma anche rigorosi controlli da parte degli addetti ai lavori sia a bordo dei mezzi pubblici e sia alle fermate. I ragazzi delle superiori, in genere, sono consapevoli di come si dovrebbero comportare, ma poi nei fatti dimenticano i rischi che corrono. Per questo motivo i controlli devono essere continui e capillari. Altrimenti bisognerà richiudere le scuole e questo non va bene perché solo la scuola in presenza è la vera scuola». —
 

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