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Cibo e pasta ai più bisognosi a Padova. Tutte le iniziative di sostegno da parte del volontariato

“PadovaNonSiFerma” accoglie con tanti ristoratori e pasticceri per  l’sos di suor Miriam. E Coldiretti regala un camion di pasta alle Cucine popolari

PADOVA. La pandemia non ha scatenato solo ansia, confusione, e purtroppo moltissime vittime, ma anche un mare di solidarietà. E Padova da sempre si contraddistingue per generosità. Non è un caso che sia diventata la capitale europea del volontariato.

Due esempi su tutti in questi giorni sono quelli di Casa Priscilla e l’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio, dove in un momento delicato per loro, grazie all’aiuto di imprenditori e associazioni di categoria, sono arrivati cibo e bevande. Nel primo caso, dopo un appello di suor Miriam, si è scatenata una grande catena di partecipazione nei confronti dei ragazzi ospiti della struttura, costretti alla quarantena dopo alcuni casi di positività al Covid. Nel secondo sono arrivati quintali di pasti per i più poveri.

L’appello raccolto

«Suor Miriam ha bisogno di aiuto, i suoi ragazzi sono in quarantena. Dobbiamo fare qualcosa», è stato l’appello partito dalla chat di “PadovaNonSiFerma” da parte di un imprenditore della ristorazione padovana, a cui poi hanno risposto tantissimi suoi colleghi. Suor Miriam è la colonna portante della onlus che gestisce “Casa Priscilla”, che ospita una trentina di persone, tra bambini e mamme in fuga dalla violenza, dalla povertà e dalle complicazioni dovute a storie lastricate di sofferenza.

Una situazione in cui nessuno, cuoco compreso, può entrare e uscire, gli ospiti sono stati sfamati dai ristoratori dell’associazione “PadovaNonSiFerma”. La quarantena dovrebbe finire questa settimana, ma è stata letteralmente addolcita dopo che la notizia della presenza del virus all’interno della struttura ha scosso i ristoratori. E così si sono mossi Ivan Totaro di Hamerica’s, Giorgio Pavan de Il Chiosco e si sono mossi con loro anche i pasticceri Luca Vecchiato dell’omonimo forno storico di Padova, che dell’associazione è vice presidente, Gianni Zaghetto di Racca e Luca Scandaletti de Le Sablon all’Arcella.

Sono arrivati gli arrosti del ristorante di Nicola Nalin, della famiglia che da mezzo secolo è un punto di riferimento a Campodarsego e i panettoni de L’Antico Forno di Giuseppe Bonaccorso, Antonio Ferrari dell’omonimo ristorante di via Umberto e Arcobaleno Xia dello Shanghai, Fabio Giacchetto de Il Caffeine di via Roma e Alessandra Salvato di Saor del Mar di San Giorgio in Bosco.

Donazioni di cibo

Anche all’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio a Sarmeola di Rubano è arrivato ieri un bel carico di solidarietà. Fondazione Campagna Amica e Coldiretti hanno consegnato un intero bilico di pasta, 20 mila chili in tutto, per consentire alle Cucine popolari e all’Opera di servire oltre 230 mila piatti caldi nei prossimi mesi.

«È il nostro contributo a chi ogni giorno è in prima linea per arginare la povertà» afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti. «È proprio il caso di dire che questa iniziativa è provvidenziale, perché le scorte di pasta stavano per finire. Qui c’è bisogno di circa 80 chili di pasta al giorno e il carico ci permette 6-7 mesi di autosufficienza» commenta don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporto con le istituzioni.

«Le nostre Cucine non hanno mai chiuso, nemmeno nelle prime settimane di lockdown, perché non potevamo lasciare senza un piatto caldo le decine di persone che ogni giorno si presentano alla nostra porta» aggiunge suor Albina Zandonà. —




 

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