La Ztl “leggera” di Padova non piace: nei dieci giorni di apertura solamente due passaggi

La misura era prevista nell’accordo tra il Comune e i commercianti. Si può entrare con l’auto in centro solo se si fanno acquisti per 20 euro 

PADOVA. La zona a traffico limitato era stato il tema che aveva maggiormente diviso l’amministrazione comunale e le associazioni di categoria dei commercianti che ne reclamavano la liberalizzazione come mezzo per incentivare i padovani a frequentare il centro e per dare ai negozi un po’ di ossigeno.

Da una parte Palazzo Moroni che non voleva assolutamente cedere, dall’altra Ascom, Confesercenti e Appe che l’avevano posta come condizioni necessaria per arrivare ad un accordo. Era nato quindi un compromesso che aveva portato ad una apertura “leggera” dei varchi Ztl solo per chi andava a fare acquisti per almeno 20 euro.

Ora, a distanza di dieci giorni da quella liberalizzazione, si può fare un primo bilancio ed emerge che sono stati appena due i padovani che hanno approfittato dell’apertura della Ztl per andare in centro presentando poi gli scontrini giustificativi. Un numero che sembra dimostrare che l’accesso al centro storico non è certo un problema di telecamere.


«Su proposta delle categorie abbiamo messo in campo delle misure temporanee per dimostrare attenzione e flessibilità in un momento di difficoltà», ha spiegato ieri l’assessore alla Mobilità, Andrea Ragona, «la Ztl “leggera” dopo dieci giorni ha visto solo due ingessi, quindi per i padovani entrare in auto in Ztl non è una necessità. Da parte nostra va comunque avanti il lavoro per la città, con la massima disponibilità al dialogo e alla collaborazione per uscire al meglio da questa fase emergenziale».

L’accesso infatti è consentito per chi fa acquisti nei negozi o compra cibo da asporto (con segnalazione targa e presentazione dello scontrino di almeno 20 euro, senza possibilità di sosta fuori dagli spazi consentiti). «Si tratta di misure concrete per essere vicini alle esigenze di commercianti e ristoratori in questa fase difficile per sostenere i consumi, ma in piena sicurezza», aveva spiegato l’assessore al Commercio Antonio Bressa.

«Questo pacchetto di azioni rende Padova accogliente nel periodo natalizio, facilita spostamenti sicuri e sostiene la rete dei negozi padovani che siamo chiamati a tutelare. Un risultato che è frutto di un approccio di collaborazione con le associazioni di categoria. Mai come in questa fase è infatti importante essere tutti uniti a combattere il virus ma anche le conseguenze economiche. Alle strumentalizzazioni noi preferiamo i risultati concreti».

Un capitolo a parte riguarda invece l’altra misura che faceva parte dell’accordo, ossia l’ampliamento della Prandina. Entro fine mese infatti i padovani potranno utilizzare i cento posti in più che l’amministrazione comunale ricaverà all’interno dell’area. Il punto riguardante la Prandina aveva provocato qualche mal di pancia all’interno della stessa maggioranza con Coalizione civica che aveva affermato come, in epoca Covid, si sarebbe più dovuto pensare a come convincere i padovani a stare a casa che non ad affollare il centro. Era poi stato lo stesso assessore Ragona a specificare come l’intervento sull’ex Prandina sarà di natura temporanea e vincolato all’emergenza sanitaria.

«È bene ricordare», avea detto l’assessore alla Mobilità, «che l’aumento dei posti alla Prandina sarà temporaneo e si inserisce in un contesto in cui il trasporto pubblico locale viaggia a capienza dimezzata, in quello che sarà il Natale più difficile della storia repubblicana».—



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