"Un inverno senza ospedale? Bedin deve pressare Usl e Regione per Schiavonia"

Una manifestazione in difesa dell’ospedale di Schiavonia

I consiglieri di minoranza incalzano il sindaco: «Devi avere più coraggio». La replica: «Pronta la mozione dei Comuni per riattivare i servizi di Schiavonia»

MONSELICE. «Per riavere un ospedale nella Bassa Padovana per 180 mila cittadini c’è bisogno di più coraggio e determinazione da parte del presidente del Comitato dei sindaci del distretto».

Questa è la richiesta avanzata al sindaco Giorgia Bedin dai consiglieri di minoranza Rino Biscaro, Sante Bozza, Angelo Giuliani, Gianni Mamprin, Francesco Miazzi e Silvia Muttoni, che rimproverano al primo cittadino e presidente del Comitato di non aver mai firmato una richiesta a Usl e Regione Veneto per chiedere che l’ospedale Madre Teresa di Calcutta, adibito a Covid Hospital, torni ad erogare alcuni servizi essenziali per i cittadini.

Tra le richieste avanzate c’è quella di garantire la continuità di servizio dell’unità di Terapia intensiva cardiologica, di Punto nascita oltre ad altri reparti, e del Pronto soccorso, invece declassato a Punto di primo intervento. Infatti ad oggi le ambulanze ed i pazienti sono dirottati verso altri Pronto soccorso, tra cui Padova e Piove di Sacco. Le distanze ed i tempi per accedere alle cure si allungano quindi di molto, quando in caso di particolari patologie, come ad esempio l’ictus ischemico, le tempistiche celeri dei trattamenti sanitari sono essenziali.

I consiglieri chiedono poi di aumentare il personale in servizio allineando il trattamento economico a quello delle altre Usl regionali, e di rideterminare i posti letto dedicati al Covid per allinearli a quelli di altre strutture dell’Usl e della Regione. Tra le priorità c’è la riprogrammazione delle prestazioni ambulatoriali e specialistiche cancellate, secondo tempi certi e nel rispetto delle priorità.

«La situazione Covid ha portato a privare il distretto più vasto e anziano della provincia di Padova del proprio ospedale di riferimento per mesi, nella primavera scorsa. Oggi il rischio concreto è di rimanerne privi per tutto il prossimo inverno», spiegano i consiglieri.

«Siamo consapevoli che la situazione è tale da richiedere misure gravi ed eccezionali; nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità, come singolo, come comunità e come istituzione. Questo vale, però, anzitutto per i sindaci che devono tutelare la salute del loro territorio».

«Non è vero che non ho mai tentato di oppormi alla creazione del Covid Hospital all’ospedale di Schiavonia», replica il sindaco Giorgia Bedin.

«Ho scritto più volte in Regione insieme agli altri sindaci nella prima ondata di emergenza, ma per motivi ben noti non è stato possibile accogliere le nostre istanze. In merito alle richieste delle minoranze, sono le stesse che noi sindaci abbiamo già rivolto all’Usl sia in Comitato che in Conferenza e che presto, si tradurranno in una mozione che tutti i Comuni approveranno e che sarà inviata alle autorità competenti». —


 

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