Sicurezza, arrivano 74 giovani carabinieri nell'intera provincia di Padova

Quindici uomini e donne appena arruolati vanno in forza alle due stazioni cittadine di Padova Principale e Prato della Valle

PADOVA. Settantaquattro nuovi carabinieri per il Comando provinciale di Padova. «Andranno tutti e 74 nelle stazioni sparse tra città e provincia, che sono più o meno una cinquantina» annuncia il colonnello Luigi Manzini, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri.

«La destinazione di carabinieri neoarruolati è fatto annuale, ma questo numero è sicuramente uno dei più importanti degli ultimi anni». A indirizzare i 74 carabinieri neopromossi al Comando provinciale di Padova è stato il Comando generale dell’Arma. I nuovi militari hanno terminato il loro ciclo formativo nelle Scuole Allievi Carabinieri dislocate sul territorio nazionale. Un percorso non banale visti tutti i limiti imposti dal Covid-19.

L’assegnazione tiene conto, in particolare, oltre che della copertura delle vacanze organiche, delle effettive esigenze territoriali emerse da uno studio delle reali dinamiche criminali e della situazione della sicurezza nei Comuni del territorio nazionale: «Questo vuol dire che non si va semplicemente a riempire delle caselle vuote» sottolinea Manzini «ma che si rinforzano le zone in base all’andamento criminale del territorio, soprattutto nell’ottica della prevenzione».

Lo scopo è sempre lo stesso: venire meglio incontro alle esigenze di sicurezza della popolazione, garantendo una continua prossimità e sostegno. «A conferma di questo, i 74 carabinieri che arrivano da tutta Italia finiranno tutti nelle nostre stazioni, ad eccezione di quelle che ovviamente sono già in pieno organico», spiega il comandante provinciale. Per quanto riguarda la città di Padova, ben quindici sono gli uomini e donne assegnati alle due stazioni cittadine di Padova Principale e Padova Prato della Valle. Saranno tutti operativi già da domani.

I nuovi carabinieri hanno da poco terminato un corso formativo che si differenzia da quelli precedenti a causa dell’epidemia che ha colpito tutta la nazione e che ha comportato la chiusura di tutti gli istituti di istruzione da parte del Comando generale dell’Arma, per evitare che gli stessi potessero diventare dei pericolosi cluster di diffusione della pandemia.

«È stato importante lo sforzo per far sì che i corsi venissero conclusi nonostante la pandemia» afferma il colonnello Manzini «Si è ricorsi alla didattica a distanza per quanto riguarda la formazione teorica, curando in modo particolare l’affiancamento con i militari già presenti ai reparti per formare e accrescere l’esperienza dal vivo».

Manzini ritorna proprio sul numero di militari destinato a Padova: «Ogni anno il Comando generale destina nuovi carabinieri alla nostra provincia, ma penso che per arrivare a questa cifra così importante si debba andare indietro di molti anni. Questo conferma l’attenzione verso il Veneto e l’occhio attento verso la nostra area». —


 

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