Covid, il primo guarito a Schiavonia: "I negazionisti sono degli idioti"

Al centro Graziano Ruzza con il direttore della Rianimazione Fabio Baratto e il direttore generale dell’Usl 6 Euganea Domenico Scibetta

Graziano Ruzza visita medici e personale dell'ospedale che l'ha salvato dal virus la scorsa primavera

MONSELICE. «Io so quello che passato la scorsa primavera, ho solo da ringraziare Dio e i medici che hanno trovato il modo di tenermi in vita. Quelli che negano l'esistenza del virus sono dei pagliacci, degli egoisti che non amano l'esistenza propria e quella degli altri».

È lo sfogo di Graziano Ruzza, idraulico 53enne di Agna, primo paziente Covid uscito a primavera dalla Terapia intensiva dal Covid Hospital "Madre Teresa di Calcutta" di Schiavonia.

L'occasione per dire la sua sui negazionisti è stata una visita di saluto ai medici e al personale dell'ospedale, dove morì il primo paziente di Covid in Italia.

Ad accoglierlo anche il direttore generale dell'Azienda Usl di Padova, Domenico Scibetta.

«Non credo proprio», aggiunge Ruzza,  «che tutte le terapie intensive del mondo siano alleate a raccontare fandonie. Il virus non è un gioco, non è uno scherzo, purtroppo esiste. Ed è capace di far male, molto male. I negazionisti sono degli idioti».

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