A Villa Breda altre tre vittime per il Covid e primi due decessi anche all’Oic a Padova

Bruno Sartori, 78 anni e Ada Pasquali di 88

A Campo San Martino il totale sale a sei morti: tra loro Ada, aveva già sconfitto una broncopolmonite

PADOVA. Il Covid continua a mietere vittime tra gli anziani delle case di riposo. Due gli ospiti che se ne sono andati nei giorni scorsi all’Oic, in città, tre invece quelli venuti a mancare a Campo Ssan Martino. Contagi anche a Villa Imperiale a Galliera Veneta.

Due i lutti all’Opera Immacolata Concezione dopo che in questa seconda ondata una cinquantina di persone erano risultate positive al coronavirus tra ospiti e operatori: si tratta di due anziane, la prima 81 anni, spirata domenica mentre era ospite della residenza, la seconda, 91 anni, deceduta mentre si trovava in ospedale dove era stata trasportata per l’aggravarsi delle sue condizioni.

«Ad oggi abbiamo 32 ospiti positivi tra le residenze Giubileo e Santa Chiara, compresi quelli sottoposti a test rapido che aspettano la conferma del molecolare, 26 invece gli operatori contagiati» rivela la responsabile del servizio di accoglienza Lorena Barison «ma fortunatamente uno dei primi pazienti contagiati si è negativizzato, quindi speriamo che la tendenza stia cominciando a invertirsi».

Intanto, giorno dopo giorno si aggrava drammaticamente il bilancio di morte nella residenza per anziani di Campo San Martino: ancora tre vittime in pochi giorni nella casa di riposo Villa Breda. Sale così a sei il numero dei decessi provocati nella struttura dalla seconda ondata di Covid.

A mancare martedì è stato Bruno Sartori: aveva 78 anni, lascia i figli Sabrina, Andrea e Catia e gli amati nipoti; il funerale sarà celebrato oggi alle 10 nel duomo di Piazzola. Nella giornata ieri a Villa Breda sono mancate altre due persone, una di esse è Ada Pasquali, vedova Virgis, che aveva compiuto 88 anni; lascia i figli Franco e Fernando. Il funerale dell’anziana sarà celebrato lunedì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Cavino, a San Giorgio delle Pertiche.

«Nel corso della sua vita», raccontano i figli, «mamma ha curato la casa e la famiglia, amava la pulizia e cucinare. Dal 2017 era ospite della casa di riposo, ventiquattro anni fa è stata vittima di un’emorragia cerebrale e a marzo di quest’anno per un soffio aveva superato una broncopolmonite. Quindici giorni fa tuttavia», continuano i familiari «dalla struttura di Campo San Martino ci hanno avvisati che era risultata positiva al tampone e che di nuovo si trovava a fare i conti con la broncopolmonite».

Questa volta, purtroppo, l’anziana non ce l’ha fatta. Al dolore della perdita si aggiunge, quindi, anche quello di un ultimo periodo in cui i rapporti erano stati resi meno frequenti proprio dall’epidemia. «Era da febbraio che la potevamo vedere solo attraverso il vetro» raccontano i familiari di Ada «era una donna che sapeva voler bene, e lascia un grande vuoto».

Quello di Campo San Martino è il secondo fronte per il centro residenziale per anziani di Cittadella. Tamponi rapidi, dispositivi di protezione individuali, il rispetto rigoroso delle norme in materia di sicurezza sanitaria non sono bastati: il coronavirus all’ombra delle mura è riuscito ad entrare dopo la metà di ottobre, al primo riscontro sono emerse dodici persone positive fra gli ospiti, un medico e un infermiere. Da lì si è determinato purtroppo un rapido crescendo di casi positivi, fino al contagio record in provincia di Padova, 58 ospiti su 62. Sono mancate 15 persone, alcune molto note nel territorio cittadellese. —

 

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