Il crematorio di Chiesanuova a Padova riapre alle vittime Covid della Lombardia

La struttura contribuirà a fronteggiare l’emergenza. Uffici comunali aperti nel weekend per sveltire le pratiche dei funerali

PADOVA. L’aumento dei decessi per Covid registrati nelle ultime settimane in tutto il territorio nazionale, ha riproposto l’emergenza della scorsa primavera , con le salme portate fuori Regione per la cremazione.

Padova ne ha accolte cento e ora si prepara a riceverne altre. Spiega l’assessore ai Servizi Demografici e Cimiteriali Francesca Benciolini: «Detto che c’è sempre del movimento tra territori diversi per supportare crematori e bisogni che si presentassero, in questo momento abbiamo avuto una richiesta da un crematorio dell’alta Lombardia che si trova a dover far fronte ad un numero di decessi superiore alla capacità».

Che precisa: «Nel prossimo periodo riceveremo le salme tramite le imprese di onoranze funebri di quel territorio. Abbiamo dato disponibilità di supporto. La situazione è comunque completamente diversa da quella che abbiamo avuto la scorsa primavera». Il riferimento è a quando le salme sono arrivate in gruppo con i camion militari: non sarà questo il caso.

 

Intanto il Comune viene incontro all’Azienda Ospedaliera sulla questione obitorio decidendo di tenere aperti i suoi uffici anche il sabato mattina. Che l’obitorio in questo periodo fosse sotto stress era sotto gli occhi di tutti. Il picco di mortalità, fisiologico in alcuni mesi dell’anno, tra cui novembre, insieme alla telmatizzazione di molti servizi dovuta all’emergenza Covid, hanno congestionato la struttura di via Cornaro.

Mentre prima dell’avvento della pandemia infatti gli addetti delle agenzie funebri, dopo aver ricevuto l’incarico dalla famiglia, si recavano fisicamente nell’ufficio della direzione sanitaria dell’ospedale che gli forniva tutti i documenti che poi venivano consegnati all’ufficio Stato Civile del Comune per il certificato di morte e il via libera al funerale, adesso tutto avviene tramite e-mail.

Un procedimento a distanza che allunga sicuramente le tempistiche, anche perché ci sono precisi orari da rispettare. Fino alla scorsa settimana l’ufficio del Comune preposto a rilasciare le certificazioni di morte ad esempio chiudeva il venerdì alle 13 e riapriva il lunedì alle 8. 30. Il che voleva dire che le salme delle persone mancate nella giornata di venerdì rimanevano in obitorio almeno fino al martedì, occupando uno spazio per giorni.

Per questo motivo le imprese funebri, e in particolare Andrea Santinello, referente Ascom della categoria oltre che imprenditore del settore, avevano chiesto più volte la collaborazione dell’amministrazione comunale. In particolare avevano sollecitato l’apertura dell’ufficio Stato Civile anche durante il weekend. Il Comune ieri, nell’ottica della massima collaborazione che ha sempre fornito in questo ambito, ha comunicato l’apertura dell’ufficio anche il sabato mattina.

«L’ufficio Stato Civile da questa settimana rimarrà aperto anche il sabato mattina con orario 8. 15-12. 30», spiega l’assessore ai servizi demografici e cimiteriali Francesca Benciolini. «Avevamo cambiato le procedure durante il lockdown di marzo per non creare assembramenti negli uffici. L’intento è sempre stato quello di modificare la situazione a seconda dello stato di stress obitariale».

Ed era da qualche giorno ormai che gli uffici del Comune comunicavano con l’Azienda ospedaliera e le agenzie funebri per capire se era arrivato il momento di mettere in atto un piano di emergenza. Il momento è arrivato, tant’è che l’assessore Benciolini spiega come non solo il Comune aprirà l’ufficio il sabato mattina, ma anche come sia già aperto uno spazio presso il cimitero Maggiore dove vengono accolte le salme nel momento in cui l’obitorio è pieno.

«Quando l’obitorio non è più sufficiente per la ricezione di tutte le salme il cimitero fa da supporto all’ospedale. Abbiamo messo a disposizione questo spazio con delle persone che fanno dei turni speciali, anche nel weekend». Un servizio di cui normalmente non si sente il bisogno ma che da qualche giorno è già a regime.

«Abbiamo già accolto delle salme e lo faremo finché ce ne sarà la necessità. Da sempre tra noi istituzioni a riguardo c’è la massima collaborazione», continua l’assessore ai Servizi demografici e cimiteriali, «Lo stesso direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera Daniele Donato mi ha mandato nei giorni scorsi una lettera in cui spiegava la criticità legata all’emergenza pandemica in corso e la carenza di spazi in obitorio avendo la necessità di tenere le salme Covid in aree di deposito separate rispetto alle altre». —
 

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