Allarme animali maltrattati nel Padovano: ogni dieci giorni ne muore uno

Il bracconaggio ittico è uno fenomeni che ha colpito anche la provincia di Padova

Sono ben 110 i procedimenti avviati l’anno scorso per violenza contro la fauna. Sono 69 le persone indagate. Padova seconda a Verona in Veneto

PADOVA. Bracconaggio organizzato, fauna selvatica catturata illegalmente, la piaga crescente della pesca di frodo e persino l’unico caso di spettacolo con animali non autorizzato. Un totale di 110 procedimenti e ben 69 indagati in un anno. I reati ai danni di animali restano un fenomeno non trascurabile nella provincia di Padova, come si evince dall’ultimo Rapporto Zoomafia della Lav.

Pubblicato nei giorni scorsi, lo studio è redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lega Anti Vivisezione. È alla ventunesima edizione e analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità (e non solo) nel 2019. Per realizzarlo l’Osservatorio ha richiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni i dati dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2019, sia noti che a carico di ignoti, e il numero di indagati per reati a danno di animali.

L’anno scorso nel Padovano si sono registrati 110 procedimenti penali con 69 indagati. Un numero davvero importante: anche se i procedimenti sono calati rispetto all’anno prima (da 115 a 110), è notevolmente lievitato il numero di persone indagate: da 39 a 69, +77%.

Nello specifico, 3 sono gli indagati per l’uccisione di animali (su 30 procedimenti totali), a cui va aggiunto il cittadino denunciato per aver ammazzato l’animale di un’altra persona (e in questo caso i procedimenti, perlopiù a carico di ignoti, sono stati 7).

Sono invece 28 gli accusati di maltrattamento (su 36 azioni penali avviate), 15 gli indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni non idonee (con 16 procedimenti), quindi 22 i cittadini finiti nei guai in ambito di caccia non consentita o di illeciti legati alla fauna selvatica. C’è anche un caso di spettacolo con animali non autorizzato. Tra i dati forniti dalla Lav ci sono anche quelli relativi ai controlli dei carabinieri forestali in ambito di tutela della fauna: 278 servizi effettuati nel 2019, con 235 persone e 24 veicoli controllati, 28 illeciti accertati per 7.328 euro di sanzioni e 6 sequestri scattati.

Padova è seconda sola a Verona in questa poco gratificante graduatoria, visto che nei confini scaligeri l’anno scorso sono stati registrati 182 procedimenti con 86 indagati. Assieme a Belluno è inoltre quella che ha visto la più importante impennata di persone denunciate rispetto all’anno prima.

Proiettando la media dei dati su scala regionale – sempre secondo la Lav – si può stabilire che nel 2019 in Veneto sono stati registrati circa 690 fascicoli (circa il 7,27 % di quelli nazionali), con un tasso di 14,06 procedimenti ogni 100.000 abitanti. Sono invece stati 390 gli indagati (circa il 6,67% di quelli nazionali), con un tasso di 7,94 indagati ogni 100.000 abitanti.

Spiega il curatore del Rapporto, Ciro Troiano: «Tra i delitti riscontrati in Veneto, vanno segnalati anche i combattimenti tra animali e il traffico di cuccioli. Suscita particolare attenzione il bracconaggio organizzato: infatti nel Veneto sono stati individuati due “blackspot”, ovvero zone dove il fenomeno è particolarmente allarmante: le Prealpi e il Delta del Po. E ancora, ci sono stati anche casi di traffico di fauna selvatica catturata illegalmente e inanellata con falsi sigilli. Accertata inoltre la vendita clandestina di fauna morta destinata alla vendita a scopo alimentare. Desta molta preoccupazione infine la pesca di frodo ad opera di gruppi organizzati che mettono in pericolo l’ittiofauna». –
 

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