«Vanno accelerati i tempi dei funerali». Appello dell’ospedale di Padova alle onoranze funebri

L'obitorio dell'Azienda Ospedaliera di Padova

Con l’emergenza c’è il rischio che si riempia l’obitorio, l’Azienda contatta gli operatori. Santinello: ora c’è più burocrazia

PADOVA. L’obitorio è sotto stress e la direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera chiede alle imprese funebri di accelerare l’organizzazione dei funerali al fine di contribuire al buon funzionamento dei servizi mortuali. «Siamo stati contattati domenica 15 novembre dalla direzione medica ospedaliera che ci ha chiesto di stimolare la collaborazione delle imprese funebri nell’organizzare i funerali nel più breve tempo possibile», spiega Andrea Santinello, referente Ascom della categoria oltre che imprenditore nelle onoranze funebri. «In pratica quello che viene chiesto è di sensibilizzare famiglie, sacerdoti, servizi cimiteriali a non dilatare troppo i tempi, spiegando la situazione di stress obitoriale».

Una situazione che non è drammatica, ma che va gestita proprio al fine di non arrivare a un punto di reale criticità. Il motivo da una parte è dovuto al periodo di emergenza Covid, dove tutti i servizi sono stati resi telematici, dall’altra al concomitante picco di mortalità che fisiologicamente di registra in alcuni mesi dell’anno, tra cui novembre.

«Nell’ambito delle misure di contenimento Covid la volontà è stata quella di limitare il più possibile lo spostamento di persone in uffici pubblici», prosegue. Mentre prima della pandemia gli addetti delle agenzie funebri, dopo aver ricevuto l’incarico dalla famiglia, si recavano nell’ufficio della direzione sanitaria che forniva tutti i documenti poi consegnati all’ufficio Stato Civile del Comune per il certificato di morte e il via libera al funerale, adesso tutto avviene tramite e-mail.

«C’era la necessità di evitare che trenta, quaranta, addetti di servizi funebri andassero ogni giorno in ospedali, case di riposo, Stato Civile, creando code e assembramenti», sottolinea Santinello. Un procedimento a distanza che però in un momento di picchi di mortalità, come questo, può creare dei problemi. Oltre al fatto che ci sono orari fissi in cui viene mandata la documentazione, una criticità non indifferente è che gli uffici del Comune nel weekend sono chiusi.

«Dal venerdì alle 13 fino al lunedì alle 8. 30 lo Stato Civile del Comune è chiuso. Le denunce di morte quindi si possono fare fino al venerdì mattina», precisa. Se dunque una persona dovesse morire venerdì pomeriggio per poter avere un funerale dovrebbe attendere almeno fino a martedì. E ovviamente la salma nel frattempo starebbe in obitorio, occupando uno spazio.

«In un’ottica di misure straordinarie per alleggerire l’obitorio sarebbe decisiva la possibilità di completare le pratiche nel più breve tempo possibile», spiegano alle onoranze funebri. Oltre a questo aspetto, per cui Andrea Santinello sottolinea che da diverso tempo è in piedi una discussione con il Comune perché gli uffici restino aperti anche il sabato e la domenica, un ulteriore aiuto è quello di sensibilizzare tutti gli interessati.

«Con tutto il tatto possibile siamo invitati a spiegare che in un momento come questo sarebbe meglio non aspettare troppo tempo, proprio per decongestionare l’obitorio e non mettere in difficoltà il servizio», concludono i referenti delle onoranze funebri. —


 

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