Padova, il sindaco Giordani chiude le porte in faccia ad Aspiag

Il plastico del mall pensato da Aspiag per l’area Pt1 a ridosso di Padova Est

Il no del primo cittadino al raddoppio dell’area per il mall di Padova Est: «Finché ci sarò io, basta centri commerciali»

PADOVA. Mai più, dice adesso Giordani. «Fino a quando sarò sindaco non autorizzerò nessun altro centro commerciale, compreso quello ipotizzato da Aspiag».

Non ci sarà nessun raddoppio dell’area commerciale a San Lazzaro quindi: da Palazzo Moroni non arriverà il via libera alla richiesta di riperimetrazione urbanistica e all’aumento di superficie di vendita formulata dai vertici di Aspiag, che hanno presentato un mega progetto per realizzare un centro commerciale tra via San Marco e via delle Grazie, di fronte al Net Center.

Progetto pubblicato mercoledìì sulle pagine del Mattino, ma noto da tempo al sindaco Sergio Giordani, che ha subito voluto sgomberare il campo da possibili accuse: «Non esiste. Ovunque io mi giri c’è un supermercato. Capisco gli imprenditori, ma a Padova non c’è più spazio e poi sono progetti anacronistici».


Siamo a San Lazzaro, a due passi dal futuro ospedale e nella zona conosciuta come Ptl. Proprio lì Aspiag (gruppo Despar) ha immaginato un’operazione milionaria per una grande galleria commerciale ad “U”con un cortile verde interno da 4.200 metri quadri pieno di negozi.

Nella galleria ha invece previsto due piani: nel primo ha immaginato un supermercato da 3.300 metri quadri e altre 24 attività commerciali. Al secondo livello altri 39 spazi commerciali di varie dimensioni e 8 bar e ristoranti. A questi vanno aggiunti 532 posti auto nel piano interrato e altri 558 sul tetto dell’edificio raggiungibile con due torri elicoidali. Quella di fronte al Net Center era una delle aree di sviluppo commerciale ipotizzate addirittura dalla giunta Destro quasi 20 anni fa.

L’Ikea è figlia di quella pianificazione. Despar, intanto diventata proprietaria anche delle aree confinanti, oggi bussa al sindaco per la parte compensativa, chiedendo un ampliamento a 40 mila metri quadri (di cui 24 mila per le aree di vendita), e garantendo in cambio la realizzazione di un grande parcheggio pubblico come scambiatore per il casello di Padova Est, l’adeguamento della viabilità di tutta l’area e il collegamento ciclo-pedonale con il palasport di San Lazzaro.

Sergio Giordani però ha già deciso: «Non esiste». Va ricordato che il sindaco negli anni Novanta è stato consigliere delegato di Aspiag, e da quando è stato eletto è stato spesso accusato dall’opposizione di aver agevolato la crescita dei supermercati in città. La grande maggioranza di questi, in realtà, riguarda progetti di punti vendita sotto i 1.500 metri quadrati, su cui l’amministrazione non ha potere decisionale. Molti altri hanno invece autorizzazioni vecchie anche di 10 o 15 anni.

«Io sto cercando in tutti i modi di bloccare anche quelli, ma non è possibile per ora. Siamo invasi, abbiamo sette punti vendita solo in via dei Colli, ma tra dieci anni succederà come con le banche, ossia che andranno via e lasceranno tante cattedrali nel deserto», evidenzia Giordani.

«E quindi pur conoscendo bene le realtà che vogliono investire, io non posso permettere che Padova sia terreno di conquista. Io sono preoccupato per il futuro e devo avere una visione, pensare alla città che sarà. Quindi il mio è un no categorico, che vale per questo caso e per tutte le altre che non hanno già diritti acquisiti in passato». —
 

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