Il delitto di Padova: «Non ci sarà mai alcun pentimento dei Sorgato, e il corpo di Isabella non verrà più ritrovato»

La criminologa Roberta Bruzzone

La criminologa Roberta Bruzzone analizza il caso dopo la decisione della Cassazione che ha confermato i 30 anni ai fratelli e i 16 anni alla Cacco 

PADOVA. Trent’anni a Freddy Sorgato, trent’anni alla sorella Debora Sorgato, sedici anni e dieci mesi a Manuela Cacco. Tutti colpevoli dell’omicidio di Isabella Noventa. L’ha deciso la prima sezione della Corte di Cassazione. Una sentenza che mette fine a un giallo che si è aperto la notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2016. Isabella Noventa, 55 anni, segretaria di Albignasego, scompare nel nulla dopo una serata in pizzeria con Freddy.

Per un mese la Squadra Mobile lavora sul caso, finché il 16 febbraio 2016 il terzetto formato dai fratelli Sorgato e dalla Cacco non viene arrestato. Da quel momento in poi si susseguono una serie di depistaggi, menzogne, false confessioni. Il corpo di Isabella, nonostante i tanti appelli dei familiari, non viene mai ritrovato. E i tre restano in carcere ad attendere la condanna definitiva, che arriva a distanza di quasi cinque anni mercoledì. Ad essersi occupata fin dal principio del caso, analizzando il comportamento criminale e formulando ipotesi, è la criminologa Roberta Bruzzone.

Dottoressa Bruzzone, come commenta la sentenza della Corte di Cassazione?

«Francamente la ritenevo ampiamente prevedibile. Non c’erano dubbi che i tre sarebbero stati condannati».

Come valuta il comportamento dei due Sorgato e della Cacco in questi anni?

«Hanno cercato tutti di rimbalzarsi la responsabilità di quanto accaduto. Lo stesso Freddy fin dall’inizio ha dato innumerevoli versioni dei fatti».

Hanno collaborato con la giustizia?

«Assolutamente no. Debora non ha mai parlato, Freddy non è mai stato affidabile, neppure su dove si fosse liberato del corpo».

E la Cacco?

«Fra i tre è stata la più collaborativa, ma anche lei ha detto tante menzogne».

Secondo lei si troverà mai il corpo di Isabella?

«Ormai parliamo di resti più che di corpo. Onestamente, visto il tipo di atteggiamento dei tre, che non è mai cambiato, non credo si troverà mai».

Potrebbe ancora “parlare” se si trovasse?

«Certo. Ancora oggi a distanza di anni racconterebbe qualcosa. Probabilmente non si riuscirebbero più a rilevare eventuali tagli sui tessuti, ma eventuali fratture delle ossa sì».

È stata una volontà ben precisa quella di non permettere il ritrovamento del corpo?

«Assolutamente sì. Probabilmente sarebbero emersi elementi che avrebbero ancor più messo in evidenza la loro colpevolezza».

Freddy ha sempre detto di aver gettato il cadavere di Isabella nel fiume, ci crede?

«No, non credo sia nel fiume. Sono convinta se ne siano sbarazzati in maniera definitiva. O l’hanno sepolto da qualche parte, in qualche terreno che conoscevano, oppure l’hanno distrutto».

Freddy, ma anche Manuela, hanno sempre negato la premeditazione.

«Mi pare difficile non ci fosse premeditazione, lo hanno dimostrato moltissimi elementi. Era stato organizzato tutto nei minimi dettagli».

Che tipo di criminali sono i fratelli Sorgato e la Cacco?

«È gente che non ha una storia criminale. Si tratta di un gruppo di soggetti che si organizza per liberarsi di un problema. Astrattamente potrebbero essere chiunque di noi».

Dal punto di vista delle personalità invece?

«Sorgato e la sorella hanno personalità narcisistiche, i loro atteggiamenti non mi sorprendono. Manuela Cacco ha un ruolo subalterno, è un soggetto manipolato che si è prestato a un crimine terribile».

Può esserci stato un pentimento in loro?

«No. Si sono inventati bugie di ogni genere. Non ci sarà mai alcun pentimento, specialmente per i due fratelli. La Cacco a modo suo è l’unica che ha collaborato quindi per lei il percorso del pentimento potrebbe essere più fattibile. In ogni caso per pentirsi è un po’tardi, non cambierebbe il loro percorso processuale».

Quanti anni trascorreranno realmente in carcere dopo condanne così pesanti?

«Cacco almeno la metà degli anni, quindi otto, nove. Gli altri due dovranno passare in carcere quindici, vent’anni, prima di poter usufruire di qualche sconto di pena». —

ALICE FERRETTI
 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi