Al via i test “drive through” a Padova con i medici dell’Esercito in supporto al punto prelievo dell'Usl

Mercoledì 11 inizia l’attività nel gazebo con la prima unità militare allo stadio Euganeo. Il Colonnello Garofalo: «Nostro personale a supporto all’Azienda sanitaria» 

PADOVA. Medici dell’Esercito a supporto del Servizio sanitario regionale: da mercoledì 11 allo stadio Euganeo, accanto al presidio dell’Usl 6 Euganea per i tamponi, medici e infermieri militari allestiranno un gazebo per i tamponi Drive Through, quelli che si fanno rimanendo in auto.

E nei prossimi giorni un ulteriore unità medica militare allestirà un secondo Drive Through ad Albignasego, sempre affiancato al punto prelievi dell’Usl. L’iniziativa rientra nel progetto Igea nato su volontà del ministro per la Difesa Lorenzo Guerini e che per il Veneto è coordinato dal colonnello Sergio Garofalo.
 

Tamponi allo stadio Euganeo di Padova, arriva l'Esercito

«Il progetto è stato coordinato dal Comando operativo interforze con la Protezione civile e il ministero della Salute» illustra il colonnello, «e mette in campo 1.400 uomini di tutte le forze armate, quindi Esercito, Aeronautica, Marina e carabinieri, a sostegno del Servizio sanitario nazionale e regionale. L’obiettivo è quello di decongestionare le strutture delle aziende sanitarie aggiungendo alle loro delle nostre unità per il prelievo dei tamponi».

L’iniziativa ha già iniziato a prendere piede in Veneto, ed oggi farà il suo debutto anche a Padova, con la prima unità militare “Drive Through Difesa” che sarà allestita allo stadio Euganeo: «Ci sarà un gazebo attraverso il quale passeranno gli utenti in auto, senza dover scendere. Il tampone, sia quello rapido sia quello molecolare, a seconda delle indicazioni dei medici, verrà eseguito senza che la persona scenda» sottolinea il colonnello, «saranno presenti un ufficiale medico dell’Esercito, due infermieri della Marina e due militari per il supporto logistico e saranno sempre affiancati da un operatore sanitario dell’Usl. A quest’ultima rimane ogni competenza sugli aspetti burocratici, dalle richieste alle prenotazioni».


La dislocazione delle unità militari è stata concordata dal colonnello Garofalo con l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin. «Saremo presenti in tutte le provincie» conferma l’ufficiale, «in particolare a Padova avremo oltre al punto allo stadio anche un secondo riferimento ad Albignasego che sarà attivato entro questa settimana. Complessivamente in tutta la regione Veneto metteremo a disposizione 16 team».

L’impegno dei militari a fianco del Sistema sanitario regionale non è nuovo. Già nella prima ondata della pandemia la scorsa primavera avevano offerto un importante aiuto: «Siamo stati di supporto nella casa di riposo di Merlara che aveva avuto un elevato numero di positivi e purtroppo di decessi» conferma Garofalo, «per adesso comunque il nostro impegno è concentrato sui tamponi».

Ma non è detto che, stante una situazione sempre più complicata negli ospedali, l’esercito non faccia il suo ingresso anche in corsia: «È in corso già da qualche giorno un confronto con l’Usl scaligera» anticipa il colonnello, «quindi non escludiamo affatto che il nostro personale sanitario possa dare il suo supporto anche negli ospedali. Ogni richiesta in questo senso verrà presa in considerazione». —


 

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