Autista travolto, ira dei colleghi «Abbiamo turni massacranti»

Dopo la morte di Pengo i sindacati chiedono più formazione e un piano regionale A Padova in poche settimane due fatti gravissimi: «È come andare in guerra»

Tre incidenti mortali in poche ore in Veneto. Due nel giro di qualche settimana a Padova. L’incidente che ha provocato la morte di Maurizio Pengo riaccende i riflettori sulle morti sul lavoro. «A morire sono le categorie che hanno lavorato di più durante il lockdown, nelle aree dove il Covid colpisce più duro», osserva il segretario della Cgil di Padova Aldo Marturano.

la tragedia in zona industriale


Meno di 48 ore fa sul piazzale della Bartolini di via Nuova Zelanda a Padova è andata in scena la terza tragedia in poche ore, quella che ha coinvolto Pengo, schiacciato tra a pensilina di carico scarico e un rimorchio in movimento.

«Con la Regione abbiamo firmato non molto tempo fa un piano strategico di intervento per fermare il dilagare degli infortuni sul lavoro – spiega Marturano – Un piano che avrebbe previsto un incremento significativo del personale ispettivo degli Spisal e che invece ha al massimo permesso la sostituzione del personale in uscita o in pensionamento. Un protocollo che avrebbe previsto la messa in rete di tutte le figure preposte alla sicurezza: rappresentanze dei lavoratori, quelle aziendali, organi ispettivi medici competenti e così via. Invece nessuna di queste figure invece dialoga l’una con l’altra e i lavoratori vengono lasciati soli. Con la Regione avevamo concordato anche un percorso di formazione stringente. Un percorso che, alla prova dei fatti, è rimasto lettera morta».

meno incidenti (ma per il lockdown)

E a nulla vale la notizia, di primo acchito positiva, della riduzione consistente degli infortuni sul lavoro tra 2019 e 2020. Una riduzione di circa un terzo tra gennaio e agosto sia degli infortuni (6.831 nel 2020 contro i 9.160 dello stesso periodo del 2019) che delle morti bianche: 5 quelle del periodo gennaio-agosto 2020 contro le 10 del 2019. A queste tuttavia vanno sommati i due decessi avvenuti recentemente a Padova: il primo a Montà a metà di ottobre dove ha perso la vita Pietro Voltan, il secondo circa 48 ore fa di cui vittima è il 65enne Maurizio Pengo.

La diminuzione degli incidenti è infatti semplicemente dovuta al lockdown di tre mesi della scorsa primavera.

la questione della logistica

«Una morte assurda – osserva Massimo Cognolato, segretario della Filt Cgil – Il Covid ha spinto fino ai limiti ed oltre la capacità di molti magazzini in tutta Italia e anche a Padova. Le aziende hanno imposto ai lavoratori, e principalmente ai driver, turni massacranti. Maurizio era una persona per bene. Una perdita terribile per un settore che lotta da anni per la tutela dei propri diritti di base in un contesto in cui le tensioni crescono fino a diventare inaccettabili».

A chiedere la riattivazione immediata di un tavolo sulla sicurezza sono i segretari della Cisl e della Uil di Padova e Rovigo Samuel Scavazzin e Riccardo Dal Lago: «Queste sono persone che vanno al lavoro, non in guerra – ribadiscono – Ancora una volta si dimostra urgente far ripartire il tavolo provinciale su salute e sicurezza e non solo per il Covid ma anche per gli infortuni mortali che si susseguono ad un ritmo che nelle ultime settimane è davvero drammatico».

Nel frattempo Adl Cobas ha organizzato un’ora di sciopero e un presidio per testimoniare la vicinanza di tutti i lavoratori della struttura alla famiglia della vittima. «C’è la necessità di maggiori investimenti in salute e sicurezza per tutti i lavoratori», dicono dal sindacato di base.



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