Il teatro è "A casa nostra", otto compagnie al lavoro per costruire 24 eventi

Con il progetto finanziato dalla Regione attori, musicisti e ballerini affermano la loro "resistenza" in tempi di Covid

VICENZA. Il teatro? "A casa nostra", grazie all'iniziativa promossa e finanziata dalla Regione con 200 mila euro che rimette sul palco otto compagnie venete. Niente pubblico, per ora, ma i professionisti dello spettacolo saranno al lavoro nei teatri veneti.

“A casa nostra” è il titolo del progetto, concepito per “rimettere in moto” il sistema dello spettacolo dal vivo regionale. Coinvolge compagnie attive da almeno 3 anni, chiamate a operare nei teatri comunali con residenze artistiche - un periodo di permanenza di qualche settimana per realizzare nuovi lavori, con particolare attenzione alla creazione generata dalla situazione di pandemia, ma anche per proporre dei titoli del loro repertorio e favorire occasioni di ospitalità per altre compagnie - il tutto per innescare dei meccanismi virtuosi di rinascita del teatro come comparto creativo e produttivo.

Duplice l’obiettivo del progetto: da un lato, riportare il pubblico nelle sale, in sicurezza, non appena questo sarà possibile, mantenendo vivo il rapporto con gli spettatori grazie alla comunicazione sui lavori in corso all’interno dei teatri, che così possono affermare la loro (r)esistenza; dall’altro per gli artisti, il dovere morale di rispondere, anche in modo provocatorio, alla chiusura imposta al mondo dello spettacolo dal vivo dalle disposizioni per il contenimento della pandemia.

Vista l’impossibilità di incontro “fisico” con il pubblico, la prima fase dei lavori e del processo creativo all’interno dei teatri sarà testimoniata e resa disponibile attraverso piattaforme web e social, e con video, in cui le compagnie racconteranno il loro lavoro e le loro reazioni, fornendo risposte e stimoli di riflessione sull’annullamento delle relazioni dell’artista con il suo pubblico.

“Oltre al sostegno economico, l'intento della Regione, è quello di tenere vivo il filo rosso che tiene uniti gli operatori del settore e il pubblico, con le cautele imposte dall'attuale situazione sanitaria” dichiara l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari.

“È un teatro che racconta in diretta quanto sta accadendo. Ci siamo trovati a rivivere e a lavorare in situazioni che volevamo portare in scena come memoria. Per questo il messaggio diventa ancora più potente e la forza del teatro avrà la meglio sull’immondo virus”, prosegue il coordinatore artistico del Progetto, Giancarlo Marinelli.

La tempistica iniziale del progetto, lanciato in estate da una open call per le compagnie (lo scorso luglio), prevedeva la realizzazione delle residenze nei mesi autunnali (novembre-dicembre) con, a seguire, le restituzioni finali al pubblico; il mutamento dello scenario di crisi presuppone necessariamente uno spostamento della fase finale di restituzione al pubblico dei lavori creativi (indicativamente entro la primavera 2021), mentre le compagnie entrano nei teatri a lavorare proprio in questi giorni.

“A Casa Nostra” contempla il coinvolgimento attivo di 8 teatri comunali proposti dal Circuito Regionale Arteven: oltre al Teatro Comunale Città di Vicenza, sono il Comunale di Belluno, il Teatro Ballarin di Lendinara (Rovigo), il Teatro Civico di Schio (Vicenza), il Teatro Salieri di Legnago (Verona), il Teatro Comisso di Zero Branco (Treviso), il Teatro Metropolitano Astra di San Donà di Piava (Venezia)  e il Teatro Filarmonico di Piove di Sacco (Padova).

Le otto compagnie chiamate a operare nei teatri sono state selezionate tramite una open call (chiamata pubblica) a cui le associazioni culturali hanno risposto con entusiasmo; sono state oltre 30, infatti, le candidature pervenute, tra le quali la commissione presieduta dal coordinatore artistico, ha  effettuato la scelta. Le compagnie che partecipano al progetto regionale “A Casa Nostra” sono: Fondazione Aida (Verona), La Piccionaia (Vicenza), Malmadur (Venezia), Nusica.org (Treviso), Slowmachine (Belluno), Theama Teatro (Vicenza), Zebra (Venezia), Zelda Teatro (Preganziol).

Dal punto di vista operativo, la Regione Veneto ha partecipato al tavolo di lavoro dedicato al progetto, di cui fanno parte i soggetti pubblici dello spettacolo dal vivo a livello regionale, ovvero il Teatro Stabile del Veneto, il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, capofila del progetto, per i Teatri Comunali.

Dopo la fase di residenza all’interno dei teatri, le attività in presenza con gli spettatori riprenderanno compatibilmente con l’evoluzione della situazione sanitaria; il progetto prevede infatti una rivitalizzazione e una rigenerazione dell’offerta culturale delle città coinvolte, attraverso delle azioni programmate di condivisione del percorso artistico delle compagnie (sharing), dei laboratori per spettatori e professionisti, delle classi di approfondimento per diventare spettatori attivi e partecipi (audience development e audience engagement). Anche questo sarà un passo molto importante per la riapertura dei Teatri, spazi reali (e non solo virtuali) di produzione e condivisione artistica e creativa. I biglietti sono già in vendita al prezzo simbolico di 5 euro.

 “A Casa Nostra”, in programma dall’autunno 2020 alla primavera 2021, coinvolgerà otto comuni veneti , otto teatri comunali, otto compagnie di produzione (sei nel mondo del teatro, una nella danza, una di estrazione musicale), per offrire al pubblico 24 appuntamenti di spettacolo dal vivo, oltre a numerosi ed articolati momenti di approfondimento per la comprensione del processo creativo dello spettacolo e la condivisione delle istanze espresse dai cittadini-spettatori.Una particolare attenzione sarà dedicata alla drammaturgia  generata dalla crisi pandemica e alla capacità di resistere e reagire, per gli artisti e gli spettatori, grazie agli strumenti creativi della messa in scena.

 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi