Valanga di nuovi contagi nel Padovano: 619 in 24 ore, altre quattro vittime, i ricoverati sono 151

Ugo Franco (a destra) aveva 74 anni, con la moglie Vanna Bacchin

Due persone decedute nell’Alta, un uomo di 61 anni e un ex ballerino di 74. A Padova è spirato un novantenne

PADOVA. Quella che si è abbattuta ieri sul Padovano è stata una vera valanga di nuovi contagi: 619 i tamponi positivi, un nuovo triste primato.

Che del resto è in linea con quanto sta accadendo su scala regionale: in Veneto ieri i contagi sono stati infatti oltre 2.500. Altro tasto dolente quello delle vittime, ben quattro nelle ultime ventiquattr’ore, tra cui un novantenne che era ricoverato a Malattie infettive a Padova, un uomo di 74 anni di San Martino di Lupari e uno di 61 anni di Curtarolo. E non è incoraggiante nemmeno il fronte dei ricoveri, pure quelli in aumento.

Attualmente tra città e provincia si contano 4.619 persone positive al coronavirus su un totale regionale di 24.655. Le vittime padovane del Covid sono salite a 355. Sul fronte dei ricoveri ieri si è toccata quota 151, di cui 26 in Rianimazione.

Nel dettaglio, ci sono 60 pazienti nel reparto di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria, che registra anche 16 pazienti in Terapia intensiva. Un paziente Covid positivo si trova all’ospedale Sant’Antonio e uno in quello di Piove di Sacco.

L’ospedale di Schiavonia, che viene convertito a Covid Hospital secondo programmazione regionale, ospita già 37 pazienti Covid positivi in area non critica e 7 in Terapia intensiva. A Cittadella ci sono 16 pazienti Covid non gravi e uno in Rianimazione. Camposampiero registra infine due pazienti in Terapia intensiva e dieci non gravi ricoverati nell’ospedale di comunità.

Le persone costrette all’isolamento domiciliare perché positivi a Covid 19 o perché hanno avuto contatti con un soggetto positivo sono attualmente 1.654 su un totale di 16.918 nel Veneto.

Le vittime

Oltre all’anziano deceduto in ospedale a Padova, ci sono stati ieri altri due decessi, entrambi nell’ospedale di Cittadella. Il virus ha ucciso un uomo di 61 anni, che viveva a Curtarolo, e poi Ugo Franco, 74 anni, di San Martino di Lupari. L’anziano si è spento ieri alle 13, era ricoverato da domenica, a metà ottobre aveva scoperto la positività, ma i medici gli avevano detto che avrebbe potuto essere curato a casa.

«Ha fatto il camionista per tutta la vita» raccontano i familiari, «una quindicina di anni fa è andato in pensione e con la moglie si è messo a ballare, frequentavano la scuola di ballo “Unica” di Torri di Quartesolo, nel vicentino, amavano il liscio, facevano parte della categoria over 70 e hanno partecipato anche a diversi campionati portando a casa coppe e medaglie. Gli piaceva molto, era il più determinato e appassionato della coppia, ha continuato a ballare fino a quindici giorni fa, allenandosi».

Il 74enne lascia la compagna di una vita, Vanna Bacchin, e i due figli Tamara e Fabio. L’escalation: «Ha scoperto di essere positivo il 16 di ottobre, il 18 il primo ricovero in ospedale, verso sera lo hanno dimesso, aveva la febbre, ma non problemi respiratori, i medici hanno ritenuto che potesse essere curato da casa, ma la febbre persisteva e il giorno dopo è tornato in ospedale, dopo una serie di controlli lo hanno dimesso».

Continuano i familiari: «Purtroppo però le sue condizioni sono peggiorate, anche per altre complicazioni, è stato ricoverato nuovamente domenica, e non l’abbiamo più visto. Fino alla fine ci ha rincuorati, dicendo che sarebbe andato tutto bene».

Sarà recitato il rosario martedì alle 19, mentre il funerale è previsto mercoledì alle 10 in duomo a San Martino di Lupari. —
 
 

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