Ricoveri raddoppiati in tre giorni Schiavonia: ritorna Covid Hospital

Da mercoledì sera iniziato il trasferimento di 25 pazienti “ordinari” in altri ospedali. I posti disponibili saranno 120

MONSELICE. Il “Madre Teresa” di Schiavonia ritorna a essere Covid Hospital. Non ha mai smesso di esserlo, a dire il vero, ma in questi ultimi mesi aveva semplicemente tenuto accesi i motori in vista di una nuova corsa contro l’emergenza.

Da mercoledì sera quella corsa è ripresa nettamente: in poche ore, 25 pazienti “ordinari” (quindi senza Covid-19, provenienti dai reparti di area medica) hanno abbandonato l’ospedale della Bassa padovana e sono stati trasferiti tra quelli di Piove di Sacco, Camposampiero e Cittadella. Il motivo? Si fa sempre più pressante l’esigenza di posti per malati Covid-19 e occorre liberare letti e personale.
 

I numeri parlano chiaro: ieri pomeriggio erano 44 i pazienti con Coronavirus ricoverati a Schiavonia. Di questi, 7 in Terapia intensiva. A inizio settimana, lunedì pomeriggio, i degenti erano la metà: 24 in tutto, con 3 pazienti intubati. Una settimana fa il reparto Covid-19 aveva addirittura un quarto dei letti occupati: appena 11.

La crescita, non bisogna essere matematici per evidenziarlo, prosegue a ritmi altissimi. Serve spazio, e serve anche concentrare il personale verso le cure per i pazienti con Coronavirus. Va peraltro considerato anche in Azienda Ospedaliera, l’altro grande polo votato alla cura del Covid-19 nella nostra provincia, la pressione sulle Terapie intensive con pazienti infetti si sta facendo quasi insostenibile.

La settimana scorsa, per quanto possibile, si era già cominciato a dirottare i ricoveri abitualmente destinati a Schiavonia verso altre strutture ospedaliere. Mercoledì sera, invece, si è passati ad un’azione molto più forte: il trasferimento dei pazienti già ricoverati.

«Come da programmazione regionale, per fare fronte all’emergenza Covid-19, all’ospedale di Schiavonia vengono attivati 120 posti letto, 80 di malattie infettive e 40 di terapia semintensiva» spiega l’Usl 6 «Di questi, 40 di Malattie infettive sono già attivati».

E praticamente occupati, stando al bollettino diffuso ieri sera da Azienda Zero, quello che conferma i 44 ricoveri al “Madre Teresa”. E gli altri 80 posti che mancano? «Per recuperare personale utile ad attivare gli altri posti, tra mercoledì e giovedì vengono trasferiti negli ospedali di Piove di Sacco, Cittadella, Camposampiero, 25 pazienti di area medica». Da Medicina e Geriatria, in particolare. Il programma proseguirà ora per step: nuove dimissioni graduali, pazienti ancora non ricoverati destinati ad altre strutture, oltre ovviamente a tutti i degenti che da qui ai prossimi giorni saranno dimessi per il termine del ciclo di cure.

Lo stesso percorso, questo, seguito a marzo, dopo che il “Madre Teresa” venne blindato per i primi due contagi (quelli del 21 febbraio) e venne identificato come Covid Hospital padovano. Votato, cioè, alle sole cure dei malati con Coronavirus di tutta la provincia.



Che Schiavonia ritornasse a svolgere questo ruolo era assodato. Lo stesso presidente veneto Luca Zaia, mercoledì mattina, aveva spiegato che era questione al massimo di 48 ore. Ora però amministratori del territorio e cittadini chiedono a gran voce che sia illustrato il piano di distribuzione dei servizi di sanità ordinaria: tempi di chiusura dei reparti, sedi di trasferimento, funzionamento del Pronto soccorso e indicazioni su tutti gli interventi e le visite già programmate al “Madre Teresa”. –


 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi