Niente abuso d’ufficio a Codevigo. L’ex sindaco Bacco e la sua giunta sono stati assolti

Scelte legittime, il tribunale accoglie la tesi della difesa.  Il pubblico ministero aveva chiesto condanne per 5 anni ai sette imputati

CODEVIGO.

Tutti assolti «perché i fatti non sono previsti dalla legge come reato». La sentenza è stata pronunciata ieri dal tribunale di Padova. Si chiude così la vicenda giudiziaria che aveva portato sul banco degli imputati l’ex sindaco di Codevigo Graziano Bacco, 67 anni, gli ex assessori Monia Rubin (40) e Sandrina Zecchinato (56) e quattro ex consiglieri comunali Enrico Ponchio (41), Paolo Ferro (37), Massimiliano Pozzato (42) e Enrico Penazzo (62), tutti difesi dal penalista Michele Godina con la collega Tania Busetto (per Rubin). La pubblica accusa aveva chiesto condanne per 5 anni. Il reato contestato? Concorso in abuso d’ufficio.


Due piani di lottizzazione. E due differenti trattamenti da parte dell’allora amministrazione Bacco. Ma nessun reato penale: la condotta degli allora amministratori è stata riconosciuta legittima, come sostenuto dal difensore, l’avvocato Godina, forte del parere del legale-amministrativista Stefano Bigolaro. Una lettura dei fatti condivisa dai giudici. Il piano attuativo “sotto accusa” aveva ottenuto lo scomputo degli oneri di urbanizzazione in modo del tutto regolare, la tesi difensiva.

Al contrario del piano dell’Immobiliare Artecasa alla quale era stato riconosciuta una cubatura superiore (concessa dalla precedente amministrazione rappresentata dal commissario prefettizio). Di fronte a quel vantaggio, gli oneri dovevano essere saldati e non avrebbero potuto essere restituiti secondo la difesa che ha convinto il tribunale.

La denuncia era partita dall’allora dirigente comunale dell’Urbanistica Luca Eberrini (oggi passato ad altro incarico), punito con la sospensione dall’incarico con delibera della giunta Bacco «per merito spirito di ritorsione» era contestato nel capo d’imputazione.

Il 20 marzo 2008 con il provvedimento numero 44, il Comune approva il piano di lottizzazione “Piano Norma 29” proposto da Artecasa Immobiliare sas. Il 22 aprile è siglata tra Artecasa e l’Unione dei Comuni di Codevigo e Pontelongo una convenzione per regolamentare la realizzazione delle opere di urbanizzazione, la cessione delle aree e gli oneri di urbanizzazione primaria di cui si prevede lo scomputo.

C’è una contropartita: in cambio della cessione all’ente pubblico di alcune opere di urbanizzazione, gli oneri primari sono scomputati. Quanto agli oneri secondari si prevede il pagamento in un’unica soluzione di 34. 310 euro. Secondo l’immobiliare questi ultimi, pur non dovuti in base a una norma del Prg (Piano regolatore) comunale, vengono pagati ugualmente il 22 aprile 2008. Il 28 ottobre un’altra convenzione tra l’ente locale e la ditta che s’impegna a realizzare (e a cedere al Comune) una porzione di fabbricato da destinare a uso pubblico.

Il 13 luglio 2012 Artecasa chiede la restituzione degli oneri di urbanizzazione secondaria in quanto «erroneamente corrisposti». Una posizione sostenuta dal dirigente dell’Urbanistica che esprime parere favorevole dopo aver interpellato il consulente Anci: con una nota trasmessa ad Artecasa il riferimento a oneri scomputati in situazioni analoghe, con rinvio esplicito al piano attuativo “Norma 32” comprendenti diversi proprietari tra cui l’allora assessore Zecchinato. La giunta consulta un amministrativista (il legale Roberto Carfagna) che conferma: le situazioni dei due piani sono diverse e gli oneri non vanno restituiti ad Artecasa.

L’11 marzo 2013 il consiglio comunale boccia la richiesta di restituzione e si riservava ogni azione nei confronti del dirigente qualora restituisse la somma. Dirigente che prima è sospeso e poi per lui scatta la revoca dall’incarico per “responsabilità grave e reiterata”.–


 

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