Cocaina e lampeggiante, avvocato denunciato dalla polizia alla Sacra Famiglia a Padova

Le auto delle scorte alle personalità hanno il lampeggiante blu

«L’ho fatto solo per intimorire i ragazzini che ogni sera mi insultano sotto casa. La droga l’avevo comprata sei mesi fa, ora sono malato»

PADOVA. «Scendo di casa e quelli sono lì, sempre ammassati, chiassosi e senza mascherina. Io li riprendo e loro mi mandano regolarmente a quel paese. Il lampeggiante l’ho messo qualche istante solo per spaventarli». P.C. ha 40 anni ed è un avvocato del foro di Padova.

Un giovane penalista che ora è sulla bocca di tutti perché la polizia l’ha sorpreso mentre usava un lampeggiante sulla sua auto. Come se tutto ciò non bastasse, all’interno dell’auto gli agenti hanno trovato una bustina con mezzo grammo di cocaina. «È tutto un colossale equivoco», si dispera lui, implorando di ascoltare anche la sua versione.

I fatti

La polizia, quella in borghese, lo ferma nel quartiere di Sacra Famiglia, tra via Aosta e via Torino. Gli uomini del vicequestore Carlo Pagano stanno compiendo uno dei soliti servizi antidroga quando si accorgono che il conducente dell’auto davanti alla loro estrae un lampeggiante e lo issa sul tettuccio. Allora i lampeggianti veri li espongono loro, così come le palette. Alt, scatta il controllo.

Gli agenti scrivono nel verbale: «Identificato il conducente, iscritto all’albo degli avvocati di Padova, con pregiudizi per reati contro il patrimonio e per guida sotto l’influenza dell’alcol, alla domanda sul perché andasse in giro munito di un dispositivo lampeggiante in uso alle forze dell’ordine ha risposto di averlo acquistato su Amazon e di averlo messo in funzione al solo scopo di allontanare gli spacciatori dalla sua zona, ovvero allo scopo di intimorirli».

Poi però in auto trovano una bustina con mezza dose di cocaina. L’avvocato viene quindi indagato a piede libero e segnalato alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti, oltre che sanzionato perché munito di patente di guida scaduta.

La replica

«Ci sono questi ragazzini che disturbano il quartiere e tengono comportamenti pericolosi» racconta l’avvocato. «Io provo a riprenderli ogni sera ma la risposta è sempre la stessa. Non hanno paura di me. Così, giovedì sera, quando li ho visti, ho pensato di intimorirli ma ho sbagliato. Quando alla droga, è una dose che avevo comprato lo scorso mese di gennaio. Ora ho problemi di salute, non posso più usare quella roba». —



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