Scoperta a Casale di Scodosia maxi discarica abusiva di plastica e materiali pericolosi

I carabinieri hanno denunciato 5 persone e posto sotto sequestro le pertinenze di un capannone industriale in Via Nuova dove sono stati rinvenuti stoccati abusivamente circa 1.000 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi

CASALE DI SCODOSIA. Nell’ambito di una più ampia collaborazione tra i vari reparti dell’Arma dei Carabinieri, a Casale di Scodosia i militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestale di Padova congiuntamente a colleghi del Comando Stazione di Casale di Scodosia, hanno denunciato 5 persone e posto sotto sequestro le pertinenze di un capannone industriale in Via Nuova dove sono stati rinvenuti stoccati abusivamente circa 1.000 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, costituiti prevalentemente di materiale plastico frammisto ad altri rifiuti.

l blitz dei carabinieri è frutto di precedenti accertamenti investigativi originati da una segnalazione anonima che lamentava lo stato di degrado dell’area intorno al capannone.

Al momento dell’accesso è stata riscontrata la presenza di rifiuti plastici stoccati in numerosi big bags pronti ad essere caricati su container e spediti verso Paesi Terzi.

Nello specifico circa 40 big bags suddivisi in due container erano in attesa di poter essere inviati in India con documentazione attestante una diversa natura della merce: nella documentazione doganale era individuata come “carta” quando in realtà si trattava di materiale plastico frammisto a carta derivante da scarti di attività di lavorazione degli imballaggi in plastica.

Riscontrata la totale assenza di documentazione comprovante la reale e lecita provenienza, il carico è stato qualificato dai militari come dei rifiuti veri e propri. La legge che disciplina la gestione dei rifiuti prevede che la prova che non si tratti di rifiuto, bensì materia prima seconda o sottoprodotto, ricade su colui che ne invoca l’applicazione: in sintesi i responsabili della spedizione avrebbero dovuto dare dimostrazione documentale della natura del carico e della lecita provenienza.

Niente di tutto ciò è stato dimostrato e di conseguenza il rifiuto plastico è stato sequestrato. Nel corso dell’ispezione sono stati posti i sigilli anche ad una porzione esterna al capannone che si presentava come una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto, con rifiuti di ogni genere riversi al suolo e in totale abbandono. Toner esausti e fusti contenenti liquidi che, in attesa dei necessari accertamenti da effettuarsi con ARPAV, sono stati doverosamente qualificati come rifiuti pericolosi per il principio di precauzione.

Agli indagati, dopo aver giuridicamente qualificato i rispettivi profili di responsabilità, potranno essere applicate le pene contravvenzionali che prevedono l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro.

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