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Dipendente comunale s’intasca 125mila euro, ecco chi è e dove ha lavorato nella Bassa

Il municipio di Masi

Paolo Toschetti, di Monselice, ex economo di Masi, arrestato  per peculato e falso materiale e ideologico. Sequestrati i suoi 11 conti correnti

MASI. A qualche giorno dallo stipendio faceva partire un altro bonifico, sempre indirizzato al suo conto corrente. Lo avrebbe fatto 23 volte. In altre 149 occasioni, invece, si sarebbe accreditato spese mai sostenute. Spese documentate addirittura con scontrini raccolti per strada. Pescando da dove? Dalle casse del Comune, dunque dalle tasche dei cittadini.

Alleggerite, in tre anni, di almeno 125 mila euro. Per questo – i reati contestati sono di peculato e di falso materiale e ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici – ieri mattina la Guardia di Finanza di Este, coordinata dalla Procura di Rovigo, ha fatto scattare le manette per Paolo Toschetti, monselicense di 56 anni, molto noto nella città della Rocca.

Fino al luglio 2019 era responsabile dei Servizi finanziari del Comune di Masi, dove ricopriva anche il ruolo di economo. Attualmente Toschetti svolge la stessa funzione per i Comuni di Cartura e San Pietro Viminario. L’ordinanza della Procura rodigina ha previsto per lui la custodia cautelare degli arresti domiciliari e il sequestro di 11 conti correnti e 4 immobili.

Paolo Toschetti, monselicense di 56 anni

A far scattare le indagini delle Fiamme gialle, comandante dal capitano Andrea Zuppetti, è stato direttamente il sindaco di Masi, Cosimo Galassini, dopo che i suoi uffici avevano rivelato alcune anomalie nei bilanci. Una denuncia è stata depositata in Procura, un’altra alla Corte dei Conti, sempre a dicembre. Toschetti, da luglio 2019, si era trasferito a Cartura con la procedura di mobilità, trovando occupazione da funzionario anche a San Pietro Viminario.

Stando all’indagine dei finanzieri, dal 2016 al 2019 il 56enne avrebbe svolto 172 operazioni illecite, destinando ai personali conti correnti delle somme prelevate dalle casse pubbliche. Come? In quanto responsabile dei Servizi finanziari, Toschetti sarebbe riuscito di fatto a pagarsi lo stipendio più volte nello stesso mese attraverso artifici contabili.

A qualche giorno dallo stipendio regolare, infatti, verso il suo conto partiva spesso un bonifico destinato a “dipendenti del Comune”, motivato magari da arretrati, indennità o competenze aggiuntive. Con 23 bonifici il funzionario avrebbe accumulato quasi 115 mila euro di “extra”.

A questi si aggiungerebbero altri 10 mila euro ottenuti grazie al ruolo di economo e nello specifico con 149 operazioni. Con piccoli versamenti, attraverso bollettini postali compilati e mai pagati, e persino con finte pezze giustificative. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati scontrini raccolti per strada, tipo per un pieno di diesel che – nella giustificazione – sarebbe stato per un mezzo del Comune.

Rivestendo, contemporaneamente, due incarichi, l’arrestato era di fatto il controllore di se stesso: curava in prima persona le pratiche amministrative, seguendole nel relativo iter e confrontandosi spesso con gli altri uffici comunali, presso i quali godeva di fiducia e di credibilità per le capacità professionali dimostrate nel trattare le incombenze burocratiche. La Corte dei Conti sta ora compiendo ulteriori accertamenti per verificare eventuali comportamenti anomali anche a Cartura e San Pietro Viminario, dove Toschetti lavora da oltre un anno. —

I SUOI LEGAMI CON L'ECUADOR

Nel nutrito curriculum di Paolo Toschetti spiccano gli impegni di lavoro con l’Ecuador. Uno stage nel 2008 al Fondo Italo Ecuatoriano nella capitale Quito, tre anni da assistente tecnico e amministrativo nell’Ambasciata italiana sempre di Quito, persino qualche mese in Ecuador per conto del Ministero degli Esteri.

Proprio questo forte legame con il Paese del Sudamerica, andato oltre la semplice sfera professionale, ha spinto la Procura a propendere per la custodia cautelare degli arresti domiciliari. Per scongiurare, dunque, il pericolo di fuga, a cui tuttavia il 56enne non avrebbe mai fatto riferimento in questi mesi.

La circostanza, unita alla gravità del reato commesso, ha pesato fortemente nelle decisioni dell’autorità giudiziaria. Paolo Toschetti è figura nota e stimata nella Bassa padovana, e non solo per il suo ruolo di funzionario pubblico.

Per anni, il monselicense è stato infatti vicepresidente vicario della società Rocca di Monselice srl, realtà le cui quote erano detenute da Regione Veneto e Comune di Monselice. Questa società aveva in mano la gestione dei beni più importanti di Monselice: il Castello, con tutte le collezioni originali di arredo e d’armi dal 1200 al 1700, l’Antiquarium Longobardo, il Museo delle rarità Carlo Scarpa e la mostra permanente dei reperti medievali conservata nel Mastio Federiciano.

Toschetti era stato vicepresidente dal 2002, ricoprendo anche il ruolo di presidente nel biennio 2006-2007, dopo la scomparsa di Aldo Businaro. Insomma, la notizia dell’arresto del funzionario ha scosso molto la città della Rocca, dove peraltro la famiglia Toschetti è molto conosciuta. Il 56enne finito ai domiciliari – diploma in ragioneria e laurea in Sociologia a Urbino nel 2003 – ha inoltre lavorato, sempre come dipendente amministrativo o da collaboratore di settore, per l’Unione della Sculdascia, per il Consorzio del Montagnanese e per l’Usl 21, animando inoltre anche numerosi corsi di formazione. –

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