Olio dei Colli, annata record. Richieste dalla Cina e dagli Usa

Superati i 22 mila quintali, il doppio dello scorso anno, e la qualità è elevata. L’abolizione dei voucher per la raccolta ha creato notevoli problemi ai produttori

CINTO EUGANEO

Sui Colli Euganei la raccolta delle olive è iniziata la prima settimana di ottobre e le previsioni, a metà campagna della olearia, sono di una produzione che si attesterà intorno ai 22.000 quintali, il doppio della avara annata 2019. Dai primi dati che emergono dai cinque frantoi della zona (Valnogaredo, Cornoleda, Evo del Borgo, Colli del Poeta e Martini) anche la qualità quest’anno è elevata, con marcati aromi di fruttato e bassissima acidità (lo 0,2%). Caratteristiche che fanno dell’olio d’oliva euganeo un prodotto ottimo per le diete e sempre più richiesto dai ristoratori di fascia alta, come la Locanda Cipriani dell’isola di Torcello.


ANNATA DI QUALITA'

«In frantoio arrivano olive sanissime, i temuti attacchi della mosca olearia quest’anno sono stati limitati anche grazie alla maggiore preparazione degli olivicoltori», spiega Paolo Barbiero, mastro oleario e titolare del frantoio di Valnogaredo, un impianto fondato nel 1.700 dal doge Contarini che lavora 300 quintali di olive al giorno. «Per quanto riguarda la resa siamo sui livelli delle passate stagioni, intorno al 12,5%. Una percentuale che salirà nelle prossime settimane. Penso che alla fine la media si assesterà sul 15%». Negli ultimi anni il numero delle piante di ulivo sui Colli Euganei è aumentato in maniera esponenziale. Oggi si stima ce ne siano mezzo milione. Gli olivicoltori sono 500 e sono divisi in due fasce: circa la metà lo fanno di professione e con la vendita dell’olio integrano il reddito dell’azienda agricola, mentre il resto sono amatori che si dedicano agli ulivi, che in certi casi sono stati messi a dimora nei giardini delle abitazioni per abbellire l’ambiente, per pura passione.

I PREZZI

«Chi produce piccole quantità non lo fa certo per ricavarne un guadagno», aggiunge Barbiero che è delegato per Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna dell’Aifo, l’associazione dei titolari di frantoi. «Il prezzo delle olive a quintale quest’anno si aggira sui 95 euro, mentre per la molitura i frantoi chiedono dai 20 ai 22 euro al quintale. Il consumatore chiede sempre più olio d’oliva biologico. Quello dei Colli Euganei è un prodotto di nicchia che nonostante le modeste quantità viene apprezzato molto anche all’estero. Grazie alle vendite on-line facciamo arrivare il nostro olio sulle tavole degli americani, dei cinesi e di molti europei. Tedeschi, austriaci e polacchi in primis».

LE CRITICITA'

I piccoli produttori per la raccolta delle olive contano su parenti e amici. Le grosse aziende (alcune arrivano a produrre anche 100/150 quintali di olive) hanno difficoltà a reperire manodopera, sopratutto dopo che sono stati aboliti i voucher. Gli olivicoltori dei colli, come del resto i viticoltori, chiedono da anni ai Consorzi di bonifica e alla Regione l’irrigazione in campo. —

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