Padova, il vice di Salvini: «Solo la Lega può conquistare Palazzo Moroni»

Andrea Crippa, a sinistra, con il senatore Andrea Ostellari

Visita in città di Andrea Crippa, responsabile enti locali: «Qui da voi partiti in crisi. Siamo gli unici con classe dirigente e radicamento» 

PADOVA.  «In questa città fioriscono i supermercati e chiudono le piccole botteghe. Per questo tra due anni la Lega avrà la responsabilità di offrire un’alternativa a questa amministrazione».

Dopo aver archiviato il trionfo alle elezioni regionali con Luca Zaia, il Carroccio pensa ora a porre le basi per la sfida a Sergio Giordani nel 2022. Per questo Matteo Salvini ha inviato in questi giorni a Padova Andrea Crippa, parlamentare e vicesegretario della Lega, l’uomo scelto dal “capitano” per mettere mano all’organizzazione del partito da nord a sud.

Crippa ha trascorso la giornata nella città del Santo incontrando commercianti e piccoli imprenditori per tastare il polso al tessuto produttivo della città. «Prima di tutto però», anticipa l’onorevole, «voglio fare il mio in bocca al lupo al sindaco Giordani costretto ad assentarsi per motivi familiari».


Tra due anni i padovani torneranno alle urne. La Lega cercherà di prendersi la rivincita forte anche del risultato conseguito da Zaia?

«Noi ci saremo e pensiamo di essere l’unico partito in grado di prendersi la responsabilità di offrire un’alternativa a questa amministrazione. Il Veneto è una nostra roccaforte ma la sfida non sarà certo facile perché Padova è storicamente più vicina al centrosinistra. Ma con la giusta squadra siamo certi di poter vincere».

Va detto che avete sprecato un’occasione unica con Massimo Bitonci. Ritenete di aver imparato la lezione?

«Quella di Bitonci, che secondo me è stato uno dei migliori sindaci di quella stagione, in realtà ritengo sia stata una buona esperienza tradita solo dalla sua stessa maggioranza. La Lega è un partito che da sempre sta sul territorio e quindi tra due anni saremo in grado di offrire ai padovani un modello di buona amministrazione».

Buona amministrazione che non è garantita da chi è alla guida di Palazzo Moroni?

«Ho incontrato imprenditori e commercianti. In tanti mi hanno ripetuto che in questi anni l’amministrazione si è concentrata sulla grande distribuzione e sui supermercati, abbandonando al loro destino le piccole botteghe e le microimprese che con sempre maggiore frequenza sono state costrette a chiudere. La Lega invece ha sempre dimostrato di ascoltare il tessuto produttivo rappresentato da chi eroicamente sta andando avanti nonostante questo governo».

Il governo però è impegnato a tenere in piedi il Paese nel pieno di un’emergenza sanitaria.

«Il problema è che non fa niente per abbassare le tasse e per diminuire il potere della burocrazia. E questo rischia di mettere in ginocchio le imprese».

Padova è anche la prima grande città del Veneto nella quale i partiti sono in minoranza all’interno del Consiglio comunale. Cosa le fa pensare che i padovani vogliano affidarsi a un partito come la Lega?

«È un dato che colpisce. Per questo posso dire che siamo rimasti gli unici, sia per classe dirigente che per radicamento territoriale, a potersi prendere la responsabilità di offrire un’alternativa a questa amministrazione. Certo, sempre in una logica di squadra con gli altri amici del centrodestra perché è evidente che si può vincere solamente con un gioco di squadra».

L’esperienza di Bitonci ha dimostrato che Padova è anche una città complessa da governare. È difficile restare in sella se non si ha una buona collaborazione sia con l’università che con il mondo sanitario.

«Per questo nel programma di governo della Lega, che vuole immaginare una Padova post Covid, l’università rappresenterà un tema fondamentale. Sappiamo bene quanto sia centrale per l’indotto di questa città. La presenza degli studenti è fondamentale sia per il mondo del commercio sia per l’immobiliare. Per questo presenteremo progetti e idee con l’obiettivo di farli tornare in città».

Su quali altri punti focalizzerete il programma?

«Un capitolo a parte riguarderà certamente la sicurezza. Da più parti stiamo ricevendo segnali che la città è stata lasciata andare sotto questo punto di vista. Un altro capitolo riguarderà la mobilità e l’ambiente. L’obiettivo della Lega è quello di riportare Padova allo splendore che merita». —

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