Esplosivo per attentati nel giardino di una casa di Vigonza: arrestati due rumeni

Il materiale sequestrato è simile a quello usato in atti terroristici a Londra e a Parigi. Giallo sulla destinazione, indagano i carabinieri

VIGONZA. Esplosivo simile a quello usato per gli attentati di Londra e Parigi  nel giardino di una villetta in ristrutturazione a Vigonza. A maneggiarlo sabato 17 ottobre un rumeno di 36 anni, arrestato dai carabinieri di Padova. In manette è finito Marcel Lucaci Pavel, domiciliato a Pianiga, in provincia di Venezia, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. Sottoposto a fermo in quanto indiziato di delitto il connazionale Iosif Marius Mischian, 36 anni, anche lui domiciliato a Pianiga e con precedenti per reati contro il patrimonio. Quest'ultimo si era sottratto all’arresto rendendosi irreperibile.  E' stato rintracciato dai carabinieri il giorno successivo ad  Aosta in  una struttura ricettiva dove aveva preso alloggio per trascorrere la notte con un'altra persona restranea ai fatti. 

L'operazione dei carabinieri si è sviluppata tra il  17 e  il 18 ottobre, tra  Vigonza  e Aosta, nell'ambito di attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica e  finalizzata al contrasto delle violazioni delle norme in materia di armi ed esplosivi.

Lucaci è stato sorpreso nel giardino antistante l'abitazione in via di ristrutturazione al numero 15 di  via Carpane, a Vigonza. Stava maneggiando un sacchetto, poi risultato contenere circa 300 grammi di sostanza esplosiva, verosimilmente triperossido di triacetone (tactp), che successivamente, previo campionamento, è stata distrutta dal team artificieri antisabotaggio del nucleo investigativo dei carabinieri, in quanto di elevato potenziale e instabile.

Perquisendo la villetta i carabinieri  hanno rinvenuto e sequestrato anche i precursori usati per realizzare l'esplosivo, gli strumenti per la loro sintesi e alcuni cavi elettrici. Nel domicilio dei due indagati a pianiga è stato trovato ulteriore materiale utile alle indagini quali carte di pagamento, telefoni cellulari e supporti informatici. Lucaci è stato portato nel carcere di Padova, mentre Mischian in quello di Brissogne, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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