Arsego, l’Antica Fiera diventa “mercato” per colpa del Covid

L’escamotage per completare i tre giorni di iniziative: «Impossibile fermare la gente». Lo stop alle 18 e fuochi alle 19 

SAN GIORGIO DELLE PERTICHE.  Da Fiera a Mercato straordinario: nell’ultima delle tre giornate di programmazione la 273ª edizione dell’Antica Fiera di Arsego ha dovuto cambiare formula e anticipare la serrata alle 18 di ieri.

Salvi i fuochi d’artificio, anticipati alle 19, che i cittadini sono stati invitati a guardare dalle proprie case senza creare assembramenti su strade e piazze.

A scombussolare la programmazione dell’evento, che il sindaco Daniele Canella ha fortemente voluto assumendosene la responsabilità, è stato il Dpcm emanato per fronteggiare la nuova ondata epidemiologica. L’escamotage trovato per non troncare l’evento la manifestazione è stata quella di mantenerla per «consentire una graduale e progressiva attuazione delle nuove misure ministeriali anti Covid 19 prefissando alle 18 il termine ultimo entro cui dovrà perentoriamente concludersi, in coerenza con il parametro orario più restrittivo previsto dal nuovo Decreto» che cerca di prevenire la movida serale.

Nella pratica era impossibile dare immediata applicazione alla nuova norma considerate le tempistiche di emanazione e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale in correlazione con le attività espositive e l’organizzazione fieristica allestita e in pieno esercizio.

Nella notte

Così a Canella non è rimasto che firmare la disposizione attuativa concordata con la Prefettura e uniformarsi ai parametri di somministrazione. Per Canella e la presidente della Fiera, l’assessore Stefania Pierazzo, è stata una notte in bianco in attesa dell’evolversi della situazione.
 

«Un grazie va alla Prefettura di Padova con cui sono stato in contatto tutta la notte in attesa che il Decreto annunciato in televisione alle 21 venisse pubblicato», dichiara il sindaco. «Infatti lo stesso va in vigore dal momento della pubblicazione. Non potevamo bloccare tutto con una conferenza stampa e quando il Decreto ieri alle 5 di mattina è uscito non c’erano i tempi tecnici per permettere la sospensione dell’evento in sicurezza. Respingere le persone e bloccare gli esercenti con in mano regolari licenze senza che fosse in vigore il Dpcm era impossibile, si sarebbe rischiato grosso. Anche perché i 250 fra commercianti e ambulanti presenti in Fiera non avrebbero capito la differenza fra loro e i colleghi attivi lunedì nei mercati di Cittadella (200 banchi) e di Campodarsego, dove di banchi ce ne sono un centinaio».

A tutti i costi

Ma perché la giunta di San Giorgio delle Pertiche ha voluto a tutti i costi attuare la Fiera quando altre amministrazioni hanno preferito rinunciare? «Fra i nostri obiettivi c’era anche quello di sostenere le categorie del tessuto economico locale in questo periodo storico così difficile. Ed era importante permettere ad associazioni, scuole dell’infanzia, parrocchie e società di calcio di finanziare i loro programmi contribuendo alla Fiera con alcune attività» spiega il sindaco.

«La Fiera è stata comunque un successo e non si sono verificati momenti di criticità», commenta l’assessore Pierazzo. «Il piano sicurezza predisposto e che ha avuto l’approvazione del prefettizio Comitato per la Sicurezza è stato fondamentale e ha funzionato». Il Piano prevedeva un massimo di 15 mila presenze certificate dal conta persone installato sui 9 accessi. Domenica pomeriggio la conta si è fermata a 12 mila. Ieri si sono registrati 4 mila accessi. ––

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