Proroga dei plateatici in piazza dei Signori: a Padova scoppia lo scontro tra residenti e baristi

Gli abitanti contestano la decisione: troppi assembramenti rischiosi. Gli esercenti: la nostra presenza evita il degrado

PADOVA. Rivolta dei residenti delle piazze contro la decisione dell’amministrazione di prorogare la gratuità e l’allargamento degli spazi pubblici da destinare a tavolini e sedie dei locali del centro. Due opposte “fazioni” - quella degli abitanti del centro storico e quella degli esercenti - divise da guerra fredda che dura da anni. Da una parte i titolari di ristoranti, pizzerie e pub e dall’altra chi ci vive sopra o accanto.

La scorsa settimana l’assessore al commercio Antonio Bressa ha annunciato il rinnovo del “permesso Covid” per i baristi, che avranno quindi l’opportunità di conservare i plateatici anche oltre il 50% del consentito, senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Un’occasione in realtà concessa dal Governo, per permettere ai commercianti di riprendersi dopo le chiusure per l’emergenza sanitaria. La scelta però ha sollevato la protesta dei residenti di piazza dei Signori, l’area del centro dove la movida dura fino a tarda notte.


«Il livello di degrado di questa città ha raggiunto l’insostenibile. Non ci sono controlli, nessuna mascherina, assembramenti, ragazzi ubriachi e spaccio di droga ovunque. Non siamo più sicuri a uscire di casa» sostiene Alessandra Pisani, residente di piazza dei Signori e tra le portavoci del comitato di cui fa parte anche Paola Lincetto, ex consigliera comunale del Pd, ora in rotta con l’amministrazione Giordani.

Il nodo? Ancora una volta i plateatici: «Che senso ha questa proroga gratuita? Penso che le persone in difficoltà siano altre e non i baristi. Per non parlare della sporcizia e dell’odore di urina che c’è in giro. Questa amministrazione dovrebbe vergognarsi, a partire dal sindaco» chiude Pisani, che ormai quasi ogni giorno fotografa e denuncia la sporcizia lasciata dai giovani la sera prima, tra spritz e musica ad alto volume.

A rispondere è proprio l’assessore Bressa, artefice della proroga, concordata ovviamente con il primo cittadino, Sergio Giordani: «C’è una politica generale di incentivo all’uso degli spazi pubblici per fronteggiare il periodo Covid. E non vedo perché gli esercenti di piazza dei Signori non dovrebbero usufruire di questo piano ed avere gli stessi diritti di tutti gli altri» chiude laconico.

A rincarare la dose però è Filippo Segato, segretario di Appe, l’associazione che tutela i diritti dei pubblici esercizi: «Dove ci sono i plateatici e persone perbene, famiglie, ragazzi, che consumano bevande nel rispetto delle regole, non c’è abbandono e il territorio rimane sicuro. Se poi vogliamo ridurre il centro di Padova all’abbandono e al degrado, allora la versione dei residenti va presa in considerazione. A me questo non sembra parlare da illuminati, ma da miopi senza visione. Nessuno vuole degenerazione, ed è ovvio che ci vuole il rispetto delle regole, che chi sbaglia deve pagare, baristi compresi, ma non è chiudendo tutto che si vive in sicurezza». —


 

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