Padova si candida per il G20 della salute ma è già sfida con Milano e Bergamo

L’evento assegnato all’Italia dal commissario Ue von der Leyen. Il sindaco Giordani: «Meritiamo un ambito internazionale»

PADOVA. Padova si candida ad ospitare il G20 della salute globale in programma il prossimo anno nel nostro Paese, come annunciato pochi giorni fa dalla presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen. Un summit di livello internazionale la cui sede naturale sarebbe la Capitale, ma già il sindaco di Milano Beppe Sala ha avanzato la candidatura di Milano e Bergamo con la motivazione di essere stati i territori maggiormente colpiti dal Covid.

Padova però ha molte carte da giocare: «A partire dal fatto che siamo la città di Galileo, di Vesalio, del teatro anatomico di Girolamo Fabrici d’Acquapendente, del primo vero ospedale urbano al mondo – sottolinea il primo cittadino Sergio Giordani – Siamo la città che si appresta a costruire la più grande e moderna azienda ospedaliera del Paese. Una città dove l’Università e la sua Scuola di medicina hanno fatto un lavoro evidente e riconosciuto a livello internazionale per contenere la diffusione del Covid e avviare sperimentazioni innovative . Siamo anche uno dei territori in cui questa pandemia ha colpito per prima e che grazie allo sforzo immenso dei cittadini di Vo’ ha consentito scoperte fondamentali nel contrasto alla diffusione dei contagi. Insomma abbiamo tutte le carte in regola per candidarci».

Il nuovo centro congressi

Non solo. Padova ha in progetto un nuovo polo sanitario avanzatissimo nel campo della ricerca. Poi la città ospita già un Festival della salute globale (in programma dal 12 al 15 novembre). E a inizio del prossimo anno sarà completato il nuovo centro congressi in Fiera: «Potrebbe diventare uno dei fulcri di questo evento, ovviamente – anticipa il sindaco – Verrebbe inaugurato con un’iniziativa di livello internazionale e potrebbe avere così un lancio globale».

La mobilitazione dovrà però coinvolgere e unire tutta la città: «Ne parlerò con il rettore Rizzuto, con il presidente della Camera di commercio Santocono e anche con il futuro presidente della Regione – anticipa Giordani – Se tutti converranno su questa idea la formalizzeremo con una proposta al governo nazionale».

La concorrenza lombarda

Da Milano Beppe Sala però rilancia la sua proposta: «La pandemia ha profondamente messo alla prova il nostro territorio, ma non ha minato i valori su cui le nostre comunità si fondano. Sono quei valori a spingerci oggi a proporre e sostenere con determinazione di Milano e Bergamo a ospitare il G20 Salute. Un summit che per noi ha un profondo significato simbolico», ha spiegato.

«Capisco che arriveranno diverse proposte. Ma se tutto il Veneto fa squadra possiamo giocarci le nostre carte. Ed è un’opportunità per tutto il Nordest – replica Sergio Giordani, raggiunto ieri al telefono – Tra l’altro nel 2021 auspichiamo di ricevere anche il riconoscimento di patrimonio dell’umanità Unesco. Un modo per unire scienza e bellezza nel continente europeo». —

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