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Centro Congressi Pietro d’Abano la trattativa per ora non si sblocca

C’è ancora differenza tra domanda e offerta per l’acquisto della struttura da parte della neonata associazione Amo Abano. «Alte le richieste di Cofiter»

Federico Franchin
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ABANO TERME

C’è ancora differenza tra domanda e offerta per l’acquisto del Teatro Congressi Pietro d’Abano da parte della neonata associazione Amo Abano. Le richieste della Cofiter, società proprietaria dell’immobile situato in piena isola pedonale di Abano, non convincono l’associazione presieduta da Umberto Carraro e che vede al suo interno albergatori di spicco come Walter Poli, Andrey Dimitrov e Giovanni Mioni. Ed è di fatto una trattativa serrata tra albergatori (anche la Cofiter è composta in gran parte da imprenditori alberghieri) quella che si prospetta. L’amministratore delegato di Amo Abano, Marco Gottardo, spiega.

«Ci siamo visti mercoledì con Giancarlo Buja, liquidatore della Cofiter, e abbiamo ribadito che le richieste avanzate non collimano con le nostre disponibilità e valutazioni», dice Marco Gottardo.

«In pratica la Cofiter vorrebbe arrivare ad incassare la cifra che aveva offerto l’associazione nigeriana, ossia 1.350.000 euro. Noi riteniamo invece che si debba quantomeno scendere alla valutazione che era stata fatta sul bene, che parla di 1.250.000 euro, se non più sotto». Amo Abano attende allora la perizia che la banca, che dovrebbe erogare il finanziamento in caso di acquisto da parte di Amo Abano, sta portando avanti come previsto di prassi. «Vediamo che valutazione sarà fatta dalla banca», rileva l’amministratore delegato di Amo Abano.

«Noi ci siamo posti come budget massimo, tra acquisto del bene e lavori di ristrutturazione, un milione e mezzo di euro. Teniamo presente, che da alcuni sopralluoghi svolti, ci vorranno almeno 350 mila euro di opere di ammodernamento e di rimessa in sesto di locali e impiantistica».

Amo Abano non molla ed è fiduciosa che le trattative si possano sbloccare. «Per ora abbiamo raccolto tra gli otto soci fondatori di Amo Abano 120 mila euro. Dobbiamo arrivare almeno a mezzo milione di euro per ottenere poi il finanziamento dalla banca. Abbiamo già promesse di ingresso in società da parte di altri albergatori, commercianti e semplici cittadini. Questi però formalizzeranno il loro ingresso solamente quando la trattativa sarà di fatto definita». «Da parte nostra c’è tutta la volontà di acquisire quel bene, che riteniamo fondamentale per il rilancio del centro di Abano dal punto di vista culturale e dell’intrattenimento», aggiunge Gottardo. «Speriamo di non essere costretti a rinunciare all’acquisto e che la Cofiter, come pensiamo, ci venga incontro. Se poi entrasse nella vicenda con una quota di partecipazione anche il Comune di Abano ben venga».

Amo Abano non molla l’interesse nemmeno sul vicino Kursaal, di proprietà della Provincia, dalla quale potrebbe scaturire una cessione in comodato d’uso gratuito in presenza di un progetto di rilancio. «Siamo pronti a portare avanti un piano industriale per il rilancio di entrambi i beni, cruciali per tenere in auge il centro di Abano», chiude Gottardo. —

Federico Franchin

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