Stupra una ragazza veneziana, viene condannato ma diventa latitante: rintracciato e arrestato

Si tratta di Houcine Souilah, un cittadino tunisino di 30 anni. La violenza, ai danni di una 23enne, era avvenuto nel luglio 2016 in via del Pescarotto

PADOVA. Ha stuprato una ragazza veneziana in via del Pescarotto ed è stato condannato a sette anni di carcere. Ieri, martedì 15 settembre, i carabinieri sono riusciti ad arrestarlo.
 
I carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Padova hanno proceduto al rintraccio e al contestuale arresto di Houcine Souilah, un cittadino tunisino, 30 enne, colpito da un ordine di carcerazione emesso a suo carico dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova.
 
Deve scontare la pena di 7 anni, 2 mesi e 2 giorni di reclusione a seguito della condanna definitiva per il reato di violenza sessuale e rapina in concorso.
 
 
Tutto risale al 25 luglio 2016, quando in compagnia di un altro straniero, non identificato, aveva avvicinato una ragazza che all’epoca aveva 23 anni, mentre stava camminando a piedi vicino all’hotel B&B, chiedendole una sigaretta.
 
La ragazza, che vive a Venezia, doveva raggiungere un’amica e aveva smarrito la strada. Dopo aver soddisfatto la richiesta dello straniero, mentre si stava allontanando, quest’ultimo e il soggetto in sua compagnia, presumibilmente un connazionale, dopo averle rivolto apprezzamenti sul suo aspetto fisico, l’avevano afferrata e trascinata, nonostante i tentativi di resistenza e le invocazioni di aiuto, in un vicino casolare abbandonato ubicato nelle vicinanze.
 
Qui, con estrema violenza, l’avevano stuprata e, per non consentirle di chiedere aiuto nell’immediatezza, le avevano asportato il cellulare prima di fuggire.
 
La ragazza, ripresasi dallo choc e dolorante, aveva raggiunto un bar all’angolo tra via del Pescarotto e via Orlandini. Qui era riuscita a chiedere aiuto al numero di pronto intervento dei carabinieri.
 
Raggiunta da un equipaggio della  Radiomobile della Compagnia cittadina, aveva raccontato, tra le lacrime, quanto le era accaduto, fornendo una accurata descrizione dei suoi aguzzini. Mentre veniva accompagnata in ospedale per essere curata, i militari avevano raggiunto il teatro dove era avvenuta la violenza in cerca di elementi di prova e, a poche centinaia di metri, individuavano un nordafricano che stava parlando con altre persone provenienti dalla stessa area geografica, pienamente rispondente alla descrizione di uno dei due violentatori.
 
Accompagnato in caserma, la ragazza era stata raggiunta dagli operanti ancora mentre era in ospedale e dal quale sarebbe stata dimessa, poco dopo, con una prognosi di 5 giorni, per farle vedere la foto della persona fermata al fine di un eventuale riconoscimento. La 23enne, senza alcun dubbio, aveva riconosciuto uno dei suoi aggressori che indossava ancora gli stessi abiti,
 
Souilah era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, considerata la trascorsa flagranza. 
 
L’uomo, che dal momento del suo fermo è stato sottoposto a misura cautelare in carcere fino al novembre 2016, aveva subito la condanna, da parte del Tribunale di Padova, nel febbraio 2019, confermata dalla Corte d’appello di Venezia nel dicembre 2019. Nel luglio del 2020, la condanna è divenuta definitiva e, da allora, l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce, ben consapevole del destino che lo attendeva.
 
I militari non hanno mai cessato le ricerche avendo anche ottenuto elementi informativi in merito alla sua ancora attuale permanenza in città. Nel tardo pomeriggio di ieri una pattuglia della Sezione Radiomobile patavina lo ha rintracciato in via San Fidenzio e, poiché senza documenti, era stato accompagnato negli uffici di via Rismondo per essere sottoposto a foto-segnalamento allo scopo di accertarne l’identità.
 
Poco dopo il responso della banca dati che gli ha tolto ogni speranza di farla franca. Ora Souilahsi si trova alla casa circondariale di Padova, dove dovrà scontare pena che gli è stata inflitta.
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