Bimba investita dal nonno. Mamma disperata: “Non posso farcela”

La giovane madre appena uscita dall’ospedale: “Io e mio marito siamo distrutti, senza di lei come faremo?”

PONSO

Halima è seduta in giardino, con lo sguardo perso nel vuoto, a pochi metri da lei l’auto che ha travolto e ucciso la sua piccola, parcheggiata con un grande mazzo di rose bianche appoggiato al finestrino del lato guida. La suocera, le amiche e le donne della famiglia le siedono accanto in cerchio, parlano sottovoce, si scambiano sguardi di conforto tenendosi strette le mani l’una con l’altra. Halima è la giovane madre di Safiyya, 16 mesi appena: è distrutta dal dolore, svuotata, senza nemmeno più lacrime per piangere la sua bambina scomparsa troppo presto. «Sto male», dice piano Halima, «non posso farcela, io e mio marito siamo distrutti. Come faremo adesso?».


Le parole escono con un filo di voce, mentre lo sguardo si perde nel cortile dove la piccola Safiyya è stata travolta dalla Passat del nonno. Erano appena passate le 10 di domenica, la piccola e i genitori erano in casa, il nonno, che vive con loro, li aveva appena salutati ed era uscito per andare in centro e a fare la spesa. Safiyya camminava appena nei suoi sedici mesi di vita, ma quei pochi passi sono bastati per farla sfuggire dallo sguardo attento dei genitori, forse per salutare il nonno che stava muovendo l’auto per uscire dal cortile.

Una piccola ombra compare dietro l’auto, ma troppo piccola per essere vista dal nonno che durante la manovra l’ha investita in retromarcia colpendola sulla fronte. «Le grida della mamma sono arrivate nel momento esatto dell’impatto», racconta Massimiliano, il vicino di casa che ha assistito alla scena, l’unico testimone che potrà scagionare il nonno, accusato di omicidio colposo.

La madre si era precipitata subito in cortile per vedere dov’era la sua bambina, ma era troppo tardi, l’impatto era già avvenuto, il corpo era a terra. Il nonno, tra le urla della madre, ha preso subito tra le braccia il corpicino e lo ha portato in casa, l’ha adagiato nel divano, l’ha accarezzata e chiamata, nella speranza che la nipote potesse risvegliarsi. Halima non ha retto al dolore, ha accusato un forte malore e i sanitari si sono presi cura di lei, portandola in ospedale a Schiavonia, dove il marito l’ha raggiunta, restando con lei per tutta la giornata.

Safiyya era la piccolina di casa, l’unica figlia di una coppia giovane, lei, 21 anni, casalinga e lui titolare di una srls, “Fatna” che dava lavoro a connazionali. Una famiglia ben integrata nel paese, una coppia con tanti sogni da realizzare e che ora si trova ad affrontare un dolore troppo grande. La piccola era l’unica bambina che abitava al civico 26 di via Palazzi e con i suoi sorrisi portava allegria nella vita di tutti i giorni. Ora in casa ci sono solo il papà e il nonno, stretti dal conforto dei parenti e amici giunti da tutta la provincia che da domenica portano una parola di sostegno ai genitori e ai nonni della piccola.

La comunità di Ponso e l’amministrazione comunale sono vicini alla famiglia, il sindaco Matteo Chiodin si è impegnato a fare tutto il possibile per assistere i coniugi Bouchakoul. Il nonno, A. B., di 55 anni, residente dal oltre 15 anni a Ponso, è indagato dalla Procura di Rovigo per omicidio colposo. —




 

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