Nipotina di 16 mesi investita: «Ho visto la bimba sbucare da casa e ho sentito l’urlo della mamma»

Le testimonianze dei vicini: «Una scena straziante, la piccola aveva appena imparato a camminare» 

PONSO

«Ho sentito la mamma della bimba correre fuori e urlare, ma l'urlo non era ancora finito che la macchina aveva colpito la bambina» racconta Massimo, il vicino di casa, l’unica persona che ha assistito alla tragedia avvenuta nel cortile di casa, e l’unico che con la sua testimonianza potrà scagionare il nonno della piccola, accusato di omicidio colposo. Solo da qualche settimana Massimo si era trasferito nella villetta accanto alla casa di Safiyya e nella mattinata stava svolgendo alcuni lavoretti in giardino «Ho assistito in diretta alla scena, stavo proprio guardando in quella direzione al momento dell’investimento» spiega Massimo «Il mio giardino confina con il loro cortile ed ho visto un'ombra sbucare velocemente dalla porta di casa e correre verso l’auto» il fiato sospeso, gli occhi lucidi «ho capito solo in un secondo momento che era la bambina. Ho visto la mamma della piccola correre fuori dalla casa, ha urlato, ha gridato forte e sul finire di quel grido, l’auto del nonno aveva travolto la bambina».



Distrazione

Una distrazione di pochi secondi, la piccola che corre in cortile mentre il nonno fa manovra, una frazione di pochi secondi ed un’ombra dietro l’automobile che si stava muovendo a passo d’uomo. «Ho sentito della urla disperate», racconta Daniele, residente accanto all’abitazione dove si è consumata la tragedia. «Ero in casa e non ho assistito a quanto stava accadendo, mi sono affacciato alla finestra e ho visto tanta disperazione. Ho sentito i vicini di casa che stavano chiamando i soccorsi. Poco dopo sono arrivati l’elisoccorso e le ambulanze, ma non c’era più nulla da fare per la piccola.

«La bambina camminava da poco» racconta la residente del civico 24 «la nostra casa confina con la loro, ma i cortili sono rivolti in senso opposto, quindi non so che cosa sia successo, ho solo sentito delle urla disperate, che chiamavano aiuto. Anche se non conoscevo la lingua in cui la mamma si stava esprimendo ho capito il dolore, lo strazio, mi hanno strappato il cuore. Sono mamma anch’ io, posso immaginare cosa stiano provando i genitori. Prima del Covid-19 ogni tanto vedevo Rashida, scambiavamo due chiacchiere e mia figlia giocava con la sua».

Persone tranquille

La donna dopo l’emergenza sanitaria aveva perso un poco i contatti con la famiglia: «Abitavano qui da prima di noi, sono persone tranquille, ci aiutavamo ogni tanto in caso di bisogno, lei era casalinga, si prendeva cura con amore della sua bambina», continua la vicina di casa. «Era una bambina sorridente e molto bella, anche il nonno giocava spesso con lei, le voleva un gran bene». La donna sostiene che il nonno della piccola era sempre molto prudente con l’auto. «Uscendo dal loro cortile ci si immette in una strada molto trafficata, quindi bisogna fare molta attenzione, e lui andava piano, non sono persone che vivono la vita con frenesia e fretta. Un momento di distrazione, la piccola che muoveva i primi passi, no, non ci sono colpe, ma solo tanto dolore con cui convivere». —


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