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Viaggio di nozze con omofobia i due sposi padovani denunciano il resort

Dopo l’unione civile, Marco e Denis derisi dal personale di una struttura di Fasano, in Puglia. Annullata la cena romantica a bordo piscina. «Ci siamo sentiti umiliati»

Alice Ferretti
2 minuti di lettura

PADOVA. Derisi dallo chef e da alcuni camerieri del resort esclusivo in Puglia dove avevano deciso di trascorrere la luna di miele dopo essere convolati a nozze la scorsa settimana. Marco Fiorenzato e Denis Caraman, che dopo tre anni di convivenza hanno deciso di unirsi civilmente, denunciano di essere stati vittime di un grave gesto omofobo proprio durante il loro viaggio di nozze.

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«Dopo aver festeggiato con parenti e amici la nostra unione, che abbiamo deciso di suggellare con il matrimonio, siamo partiti per questo esclusivo resort di Fasano, in Puglia», racconta Denis, «L’abbiamo scelto per stare tranquilli e allo stesso tempo ricevere un trattamento esclusivo vista anche l’occasione». La brutta sorpresa è arrivata giovedì a pranzo. «Eravamo seduti al ristorante del resort, avevamo appena finito il pranzo, quando abbiamo notato lo chef e alcuni colleghi sghignazzare».

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“Portatelo al tavolo 16”, avrebbe detto il cuoco a un cameriere, che è arrivato al tavolo dei neo sposi con in mano un piatto alquanto volgare. «Era un piatto bianco da seconda portata. Con la salsa di pomodoro era stato disegnato un membro maschile». La reazione della coppia è stata ovviamente istantanea. «Abbiamo immediatamente espresso le nostre rimostranze. Lo chef è uscito dicendo che in realtà si trattava di un cuoricino, ma era evidente che non lo fosse. Siamo così andati a raccontare l’accaduto alla direzione perché ci siamo sentiti profondamente umiliati». La titolare del resort inizialmente si è scusata, ma - sostiene la coppia - non ha cercato di riparare all’accaduto.

«Bastava ci dicesse che era sinceramente dispiaciuta o magari ci offrisse il pranzo, o anche solo un bicchiere di prosecco. Non era necessario null’altro, invece non ha fatto niente di tutto questo». La coppia, sentitasi discriminata per l’accaduto, ha deciso non solo di avvisare di quanto successo l’onorevole Alessandro Zan, che li ha sposati pochi giorni fa, ma anche un avvocato. «Zan era dispiaciutissimo e ci ha manifestato tutta la sua solidarietà, mentre il nostro avvocato ha subito mandato una lettera alla direzione del resort».

Secca la risposta della struttura di Fasano: «Hanno declinato ogni responsabilità», spiega Denis. «In trentacinque anni non mi era mai capitato di essere vittima di un gesto di omofobia. Non dovrebbe succedere a nessuno e invece purtroppo c’è chi si permette gesti simili».

Nulla lasciava presagire alla coppia di non essere ben accetta all’interno del resort. «Siamo in viaggio di nozze, ci siamo presentati come una coppia unita civilmente, se non ritenevano il caso che una coppia non tradizionale fosse ospite del proprio hotel bastava ci dicessero che era al completo», continua Denis. «Tengo anche a sottolineare che non siamo due che si scambiano effusioni in pubblico. Siamo molto riservati e rispettosi delle altre persone. Anche al nostro matrimonio ci siamo dati un bacio sulla guancia, proprio per non urtare la sensibilità altri».

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Denis e Marco per giovedì sera avevano organizzato una cena romantica a bordo piscina, sempre all’interno del resort, ma l’hanno annullata: «Non ce la siamo sentita di festeggiare dopo l’accaduto. Ci hanno rovinato la serata». Gli sposi hanno raccontato quello che è successo giovedì a pranzo sulle proprie pagine Facebook. Nel giro di poche ore hanno ricevuto centinaia di telefonate e commenti a loro sostegno.

«Stiamo ricevendo ancora oggi tantissimi messaggi di solidarietà da parte di amici, conoscenti, ma anche di persone che non conosciamo. Addirittura alcuni membri dello staff del resort ci hanno contattato per esprimere la loro vicinanza. Di questo siamo contentissimi». —


 

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