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Statue del Prato della Valle, restauro alla quinta fase: «Ne mancano 13: appello ai padovani»

Colasio: «Già dimostrata molta generosità, ora serve un altro sforzo». Parte la caccia agli ultimi 169mila euro necessari

PADOVA. Ne mancano solamente 13 e poi il Prato avrà un volto completamente ripulito. Con l’ultimo lotto, che prevede una spesa attorno agli 80mila euro per restaurare altre nove statue, parte il conto alla rovescia per chiudere il restauro di tutte le 78 sculture che circondano l’isola Memmia.

La maggior parte dei fondi utilizzati per i lavori arrivano da mecenati padovani e imprese, che hanno deciso di investire nella bellezza monumentale della città attraverso lo strumento dell’Art Bonus. «Ora chiedo solo un ultimo sforzo ai padovani, in modo che si possa chiudere il cerchio e restaurare anche le ultime 13» dice Andrea Colasio, assessore all’Edilizia monumentale.



Sono 78 i protagonisti della vita cittadina, nell’arco di diversi secoli, scolpiti nella pietra di Vicenza per volontà di Andrea Memmo, che si affidò per la progettazione della piazza più conosciuta di Padova all’abate Domenico Cerato. Aggiungendo queste ultime nove ne mancheranno quindi ancora 13 e il restauro sarà completo. «Servono imprenditori, associazioni o semplici cittadini che adottino una statua, finanziandone il restauro. Chi può si faccia avanti e avrà la riconoscenza di tutta la città».



Siamo ormai a tre anni dall’inizio del progetto, al quinto lotto di restauri. Sotto le mani dei restauratori finiranno le statue di Vettor Pisani, Antonio Da Rio, Ludovico Ariosto, Albertino Mussato, Giuseppe Tartini, Giovanni Memmo, Michele Morosini, Antonio Canova e Jacopo Maenochio. Un investimento totale di più di mezzo milione di euro, più della metà coperti dall’Art Bonus.

L’appello lanciato tre anni fa da Colasio ha avuto quindi successo. Attraverso l’Art Bonus, gli investimenti possono essere defiscalizzati al 65%. Lo scambio è questo: il privato finanzia per tutelare il patrimonio pubblico e guadagna il diritto ad un credito d’imposta del 65% sulla donazione. La Fondazione Cariparo ha finanziato il restauro di quattro statue. La Fischer ha ridato splendore alla statua di Andrea Mantegna, mentre la Luxardo si è fatta carico di avviare la ripulitura proprio della statua di Vettor Pisani. E poi ancora Zilmet, Arneg e Sirman.

«Ogni statua costa 13mila euro. Io credo ci possano essere imprenditori o associazioni cittadine che vogliano legare il proprio nome ad un’opera importante di mecenatismo» è l’ultimo appello di Colasio. Mancano quindi 169mila euro.

L’intervento di restauro prevede l’applicazione di un prodotto biocida per la disinfestazione di muschi e licheni, poi la pulitura e il consolidamento delle statue. Eventualmente anche il fissaggio di parti in via di distacco e la stuccatura delle lacune. Infine, su ogni statua, sarà applicato un trattamento protettivo, che dovrà essere rinnovato ogni cinque anni.

Nei basamenti sarà anche applicato una sorta di pellicola “anti-scritte” , per evitare danneggiamenti o vandalismi. —

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