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Marigo, addio dopo 70 anni per il negozio di Monselice: «Guadagni calati. La vita è una soltanto»

Lo storico negozio di abbigliamento chiuderà il 30 settembre: «Ci rivolgiamo a una fascia media che sta scomparendo»  

MONSELICE. Chiude dopo settant’anni di attività lo storico negozio di abbigliamento Marigo 1950, che ha visto passare la gestione tra le mani di quattro generazioni. Era stato il bisnonno Cesare Marigo a dare il via al commercio di abbigliamento, quando nel 1950 ha cominciato l’attività di ambulante, con il suo “carretto” passava tra le vie delle cittadine limitrofe vendendo i capi porta a porta.

L’attività procedeva bene e con i fratelli ha aperto un primo negozio all’ingrosso a Monselice, mantenendo l’attività di ambulante nei mercati di Solesino, Rovigo, Vescovana, Badia ed Este. La mole di lavoro continua a crescere ed anche i figli, così l’attività passa di mano al figlio Mario, detto Angelo, che gestisce il nuovo negozio di abbigliamento al dettaglio nel centro della cittadina. Gli affari proseguono al meglio e l’attività nel 1973 cambia spazio e si trasferisce in un negozio di proprietà davanti il Duomo, espandendosi nella vendita di abbigliamento per uomo, donna bambino, intimo ed arredo casa.


Sono gli anni d’oro per i piccoli negozi, la figlia Marisa prende le redini dell’attività, facendola crescere e portandola ad essere un punto di riferimento per la moda della cittadina murata. Bianca, la figlia di Marisa e Giorgio, sin da piccola segue i genitori nell’attività di famiglia «trascorrevo le giornate con mia mamma in negozio, mi piaceva curiosare e vedere le signore che facevano compere» racconta Bianca. «È stato quindi naturale proseguire l’attività di famiglia introducendo tante novità anche per la fascia più giovane, ma in parallelo mi sono laureata, sono diventata mamma e la vita mi ha messo davanti ad un bivio». I genitori sono in pensione, ma Bianca non poteva gestire il negozio da sola «hanno dovuto aiutarmi in questi ultimi anni, gli spazi sono grandi e avevo bisogno del loro aiuto. Questo però impediva a loro di godersi il meritato riposo, ed io dovevo trascorrere troppe ore lontano dalla mia famiglia e dal mio lavoro di psicoterapeuta».

Arriva il lockdown e Bianca comprende che questo lavoro non è più quello di un tempo «i guadagni sono calati e l’impegno cresciuto e mi sono resa conto che ancora una volta, come accadeva quando ero piccola, non avrei potuto trascorrere le domeniche di Natale con i miei cari. La vita è una sola e deve essere vissuta al meglio» conclude Bianca «il commercio è un settore difficile, noi ci rivolgiamo ad una fascia media che sta scomparendo». Marigo chiuderà la porta il 30 settembre «da quel giorno, potrò godermi il commercio degli altri e concentrarmi di più nel mio lavoro». —
 

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