Padova. Troppa concorrenza sanitaria. L’Usl 6: «Fuga di pazienti verso Iov e Azienda»

Nella relazione sulla performance 2019 dell’Euganea un aumento della mobilità passiva da 10,5 milioni di euro

PADOVA.

Fuga di pazienti verso Azienda ospedaliera e Iov e difficoltà a reperire specialisti in alcuni settori. Ma anche un bilancio in salute e tempi d’attesa inferiori alla media regionale nei pronto soccorsi. La relazione sulla performance 2019 dell’Usl 6 rivela punti di forza e debolezza che ora dovranno essere consegnati nelle mani di Azienda Zero per la valutazione.


Un obiettivo determinante per la sostenibilità economica dell’Usl 6 Euganea è il controllo della mobilità passiva intraregionale che sta crescendo, rispetto all’anno precedente, soprattutto nei confronti dei centri hub che insistono sullo stesso territorio provinciale, ovvero Azienda ospedaliera e Istituto oncologico veneto. L’analisi delle dinamiche della mobilità attiva e passiva nello scorso biennio evidenzia un peggioramento del saldo pari al 3% rispetto al 2018.

Lo scostamento più rilevante è determinato dalla somministrazione di farmaci (+4.392.149), dalla specialistica (+3.533.615) e dai ricoveri (+1.583.705), che insieme costituiscono il 99% dello scostamento totale. Complessivamente, la mobilità passiva incrementa in modo consistente, nella misura di 10.553.753 euro rispetto all’anno precedente.

L’incremento della fuga di pazienti, chiarisce tuttavia la relazione dell’Usl, è da ritrovare nella ricerca di terapie per il trattamento di patologie gravi che l’Usl 6 non è in grado di erogare: sul fronte dei ricoveri per i trapianti e gli interventi maggiori su intestino e stomaco, per la specialistica la radioterapia e la medicina nucleare, per la somministrazione farmaci e malattie rare. Mentre per le altre tipologie di prestazioni «la presenza delle altre due aziende nel territorio provinciale determina fenomeni di fuga non direttamente governabili dall’Euganea».

Tra le difficoltà dell’Usl diretta da Domenico Scibetta, quella di reperire figure di personale medico oltre alla cessazione di alcune figure apicale: malgrado questo sono state conclude 586 assunzioni, con un aumento rispetto al 2018 del 10%. In particolare, garantito il turn over del personale del comparto sanitario, incrementato progressivamente di 50 unità per rafforzare le Unità operative complesse che presentavano maggiori difficoltà sul fronte della tenuta, con l’affidamento di 17 nuovi incarichi di direzione. Proprio questo, scrive l’Usl, «rappresenterà anche per i prossimi anni una sfida con cui l’Azienda dovrà confrontarsi ricercando soluzioni gestionali e modelli organizzativi innovativi».

Per il terzo anno consecutivo l’Usl 6 raggiunge l’obiettivo di pareggio fissato dalla Regione: nell’ultimo quadriennio è passata da un disavanzo di 38 milioni di euro dell’esercizio 2016 a un bilancio progressivamente sempre più florido arrivando a +85 mila euro nel 2019, risultato ottenuto con l’efficientamento gestionale. In questo scenario, prosegue l’opera di rinnovamento di strutture e tecnologie con investimenti per 21 milioni nell’area attrezzature e 40 milioni nell’edilizia, realizzati nell’ultimo biennio.



In ambito di pronto soccorso il dato sulla permanenza media (4,55 ore) è inferiore a quello regionale (5,03 ore), grazie anche a diverse azioni di riduzione dell’attesa quali l’attivazione di un percorso facilitato per radiologia e ortopedia e l’attivazione corso del 2019, in tutte le quattro unità operative del territorio, di percorsi di “fast track” per quanto riguarda oculistica e ginecologia: un procedimento che ha determinato un miglioramento significativo dei tempi d’attesa.

Infine, sul fronte della farmaceutica, malgrado il superamento del tetto della spesa dello 0,2 (con 94,7 milioni) si registra un calo significativo rispetto al 2018 (97,3 milioni). —


 

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