Ultimo atto d’amore di Gennaro L’imprenditore dona gli organi

Lunedì alle 11 l’addio a Staibano travolto sotto casa  dopo aver fatto la spesa e morto in ospedale dopo un’agonia di sei giorni

VIGODARZERE

Gennaro Staibano ha donato gli organi: la figlia Arianna, giunta dall’Inghilterra, ha acconsentito all’espianto dei tessuti e degli organi ancora vitali, che aiuteranno così altre persone a guarire. Un modo generoso di dare un senso a una morte tragica e fatale.


Gennaro Staibano, detto Rino, 69 anni compiuti il 7 agosto, è spirato lunedì pomeriggio all’ospedale di Padova, dove dal mercoledì precedente era ricoverato nel reparto di Rianimazione: vi era giunto dopo essere stato investito davanti al cancello di casa sua da una Fiat Sedici, condotta da B. B. , residente a Saletto di Vigodarzere. Staibano aveva battuto violentemente il capo, probabilmente contro il montante della vettura, e aveva riportato una profonda ferita alla testa. Da quando era ricaduto sull’asfalto non aveva mai ripreso conoscenza: lunedì purtroppo si sono infrante tutte le speranze dei suoi cari. L’uomo lascia infatti la figlia Arianna, l’ex compagna Lia, con cui aveva mantenuto buoni rapporti, nipoti e fratelli. Saranno tutti presenti alla cerimonia funebre, che sarà celebrata lunedì alle ore 11, nella chiesa parrocchiale di Vigodarzere. Gennaro Staibano viveva da solo nel piccolo condominio di via Ca’ Pisani, in compagnia del suo gatto Bulli, al quale era molto affezionato. Era originario di Minori, in provincia di Salerno: si era trasferito a Vigodarzere con la compagna ed era rimasto a vivere in paese anche dopo che le cose tra loro erano finite. Erano comunque rimasti in contatto, poiché l’uomo aveva avviato una ditta di autotrasporti proprio con il figlio di lei. Ed è stata proprio la donna la prima ad essere avvisata della sua scomparsa. Prima di fare l’autotrasportatore, aveva lavorato anche come pizzaiolo e talvolta andava ad aiutare uno dei suoi fratelli, che possiede una pizzeria nel Veneziano. —

Cristina Salvato

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