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A Ponso lampade igienizzanti nelle aule di elementari e medie: gli ultravioletti contro il virus

Serviranno ad abbattere eventuali virus e saranno funzionali all’emergenza Covid. Saranno accese di notte, a spazi vuoti, per evitare l’esposizione di alunni e docenti

PONSO. Gli alunni se ne vanno e le lampade si accendono. Raggi ultravioletti, per intercettare il virus (che si spera ovviamente non ci sia) e rendere gli ambienti più salubri. È quanto accadrà dal 14 settembre nelle scuole elementari e medie di Ponso: l’istituto scolastico della Bassa padovana è il primo nella nostra provincia – e chissà, forse anche nella regione – ad affidarsi alle lampade UV “anti-Covid”.

«Ma più che anti-Covid, direi lampade utili alla sanificazione in genere» spiega Matteo Chiodin, sindaco di Ponso «Certo, l’occasione dell’emergenza Coronavirus ci ha portati a pensare concretamente a questa iniziativa, che però sarà d’aiuto in una sempre maggiore attenzione alla prevenzione».



In questi giorni nelle scuole di Ponso sono in corso dei lavori di riqualificazione dei pavimenti. «Lavori già in programma» spiega Chiodin «che però abbiamo accelerato proprio in seguito a questa emergenza. È chiaro che avere dei pavimenti integri comporta anche – ad esempio per l’assenza di fughe – una pulizia migliore, quanto mai necessaria in un momento come questo».

Ma la “notizia” non la fanno certamente i pavimenti: in ogni aula il Comune sta installando una serie di lampade a raggi ultravioletti. Saranno sistemate anche nei corridoi e nei locali di aggregazione, come lo spazio in cui gli alunni si ritroveranno per la merenda. «I raggi di queste lampade garantiranno una maggiore sanificazione degli spazi, in generale contro virus, funghi e batteri», sottolinea il sindaco, che è anche biologo e conosce bene la materia.

«Ci siamo interrogati sullo strumento migliore per garantire la sanificazione di aule e ambienti», continua Chiodin. «Tanti, per esempio, parlano di cicli di ozono, ma pratiche come queste vanno affidate a tecnici competenti, capaci di quantificare dosi e saturazione. I nostri collaboratori scolastici saranno già oberati di impegni e mansioni: non ci pareva il caso di affidare loro anche questo compito». Diverso, invece, il discorso per le lampade, «che funzioneranno da remoto la notte, a brevi cicli, quando ovviamente le scuole saranno deserte. Nessuno dunque sarà esposto».

Ogni aula avrà più di una lampada UV, per cui il Comune ha speso peraltro una cifra tutto sommato modesta: 15 mila euro. «Si è diffusa la voce, tra colleghi, di questa iniziativa e numerosi Comuni hanno contatto gli uffici del mio municipio per chiedere informazioni in merito. Chissà che questa diventi una buona prassi». Oltre alla sistemazione dei pavimenti e all’installazione delle lampade, il Comune sta intervenendo anche nell’adeguamento dei servizi igienici: «Tra malfunzionamenti e problematiche varie, alla fine erano due quelli funzionanti: ora li triplicheremo per garantire maggiore pulizia e distanziamento e spazi meno condivisi», chiude il sindaco. —


 

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