I bigoli al torchio di Monterosso saranno commercializzati

Finora per degustarli c’era solo un’occasione, la sagra di San Bartolomeo. Modificato il disciplinare, vertice a fine mese: tre pastifici si sono offerti di produrli

ABANO TERME. Doveva essere il fine settimana dell’ormai storica e super affollata Sagra di San Bartolomeo, meglio nota come Sagra dei Bigoli al torchio di Monterosso, e invece la sagra, per le note questione di sicurezza legate all’emergenza sanitaria Covid-19 non ci sarà. Le migliaia di appassionati che da oltre 30 anni prendono d’assalto la sagra intitolata al santo patrono di Monterosso, non dovranno però attendere un anno intero per assaporare gli amati bigoli al torchio. Si sta infatti definendo la loro distribuzione da parte del Comune, che li ha eletti di recente non solo come prodotti De.Co. (Denominazione Comunale), ma anche come prodotto tipico di Abano.

TAVOLO DECISIVO


A fine mese ci sarà un incontro decisivo per dare l’avvio alla produzione e alla distribuzione dei bigoli al torchio di Monterosso. «Si riunirà infatti, per la prima volta dopo il lockdown, il comitato tecnico-scientifico che ha designato i bigoli come prodotto tipico e che sta portando avanti i progetti di promozione e commercializzazione», spiega il sindaco di Abano, Federico Barbierato. «Saranno presenti il giornalista Renato Malaman, l’Associazione italia cuochi, l’associazione dei maitre, Amira, la dirigenza dell’Istituto alberghiero Pietro d’Abano. L’obiettivo è stabilire le tempistiche sulla distribuzione dei bigoli e capire la disponibilità dei pastifici aderenti. Puntiamo a distribuirli entro fine anno».

ESCLUSIVA

Fino all’anno scorso la ricetta dei bigoli al torchio non era mai stata svelata e per assaporare la pasta bisognava per forza recarsi alla sagra di Monterosso. La designazione del prodotto di Monterosso come tipico di Abano ha portato il comitato della sagra a rendere nota la ricetta al Comune, rinunciando così all’esclusiva. «Conclusi gli ultimi accordi potrà partire la produzione e i bigoli potranno essere acquistati nei negozi», spiega ancora Barbierato. «Potranno anche serviti nei ristoranti e hotel del territorio. La sagra rimarrà comunque un appuntamento imperdibile e tradizionale, che fa parte della storia della nostra città”.

disciplinare

Qualche settimana fa in consiglio comunale è stato modificato il disciplinare che ha dato il riconoscimento De.Co. ai bigoli di Monterosso. «Abbiamo inserito la possibilità di poterli produrre da parte dei pastifici e abbiamo disposto il logo del prodotto tipico», dice ancora il primo cittadino aponense. Il progetto avrà riflessi anche nella promozione turistica (già usciti due servizi giornalistici anche all’estero, in Germania e in Austria) e livello economico». Tre pastifici della zona (Artusi di Casalserugo, La Ghirlandina di Abano e La Casalinga di Padova) si sono già impegnati a produrre i bigoli, rispettando il disciplinare De.Co., approvato dal Comune nel 2013. «Oltre al logo, è stato realizzato qualche mese fa anche un video promozionale”, conclude il sindaco. “Crediamo che questo progetto possa essere un volano per la promozione termale». —



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