Padova. Scopre il ladro a casa e lo blocca. Lui: liberami o torno e ti uccido

L’uomo è stato arrestato dalla polizia: incensurato, è tornato ieri in libertà. A suo carico la misura di divieto di dimora a Padova. È accusato di rapina

PADOVA.

«Ti conviene lasciarmi andare perché so dove abiti e tra due giorni sono fuori e ti ammazzo». Una minaccia di quelle che fanno tremare e che il ladro Wissem Bouthouru, 23 anni tunisino, in Italia senza fissa dimora, ha rivolto in modo a dir poco minaccioso al padrone della casa che stava derubando. Il proprietario, dopo averlo scoperto in azione, lo ha bloccato in attesa dell’arrivo della polizia. Erano le 2.25 della notte tra sabato e domenica.

Ieri durante il rito direttissimo il pm Silvia Golin gli ha contestato, tra le altre cose, anche il fatto che in quel momento avesse fatto capire di non parlare l’italiano (è stato chiamato un interprete) e invece la notte del furto avesse minacciato il derubato in italiano. L’uomo è stato rimesso in libertà con la misura del divieto di dimora.

Se nell’immediatezza dei fatti il pm di turno Roberto D’Angelo aveva sollecitato il tentato furto a carico del tunisino, il pm Golin ha modificato l’imputazione nella più grave tentata rapina aggravata dall’orario notturno. Vista la chiara minaccia volta a procurarsi l’impunità.

Il giudice Vincenzo Santoro ha convalidato l’arresto per tentata rapina e visto che era incensurato, l’ha liberato con il divieto di dimora a Padova. L’interprete gli ha fatto capire che se vìola la misura finisce in carcere. Quella notte la chiamata al 113 era arrivata da due coniugi moldavi che abitano in lungargine Zanon.

La donna ha raccontato di aver sentito dei rumori e di aver visto un ladro che stava tentando di far passare la sua bici al di là della recinzione dell’abitazione. Vistosi scoperto, l’individuo ha cercato di scavalcare a sua volta la recinzione cadendo, però, a terra di schiena nella proprietà privata dove era stato bloccato dal marito. Che nel frattempo ha chiamato il 113. Ai suoi danni è scattata anche la denuncia per ricettazione visto che all’atto della perquisizione è stato trovato in possesso di alcuni oggetti di bigiotteria e argenteria non di proprietà dei due coniugi moldavi. Quindi è presumibile che li avesse rubati in precedenza in qualche altra abitazione visto che non ha saputo fornire indicazioni in merito alla provenienza. I

eri però non era risultata nessuna denuncia di furto in zona. Quindi la refurtiva potrebbe essere stata rubata non vicino a lungargine Zanon o forse il tunisino potrebbe aver preso di mira una casa disabitata a causa delle vacanze. La polizia sta compiendo accertamenti per capire i movimenti di Bouthouru quella notte. Che se torna a Padova rischia il carcere. —
 

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