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Masi. Due incendi dolosi in tre settimane, i titolari: «Rogo su commissione»

Distrutta l’attività del mobilificio Casarotti. In fiamme un carico che sarebbe dovuto partire a breve con costosi stampi

MASI. Due incendi dolosi in 21 giorni, con ogni probabilità ad opera della stessa mano. Cosa può spingere dei malviventi a mettere in serio rischio l’attività di una azienda? Stanno cercando di scoprirlo i carabinieri che stanno seguendo più piste.

Un mobilificio (assicurato) in piena attività, il camion carico di stampi di valore pronto per partire per le consegne in programma stamattina ed il sogno dei soci Casarotti di poter protrarre l’attività di famiglia. Il carico è andato distrutto da un incendio doloso che si è propagato nel cuore del capannone della notte tra sabato e domenica a Masi.

Non erano riusciti a fermare l’attività di falegnameria il 18 luglio scorso, ci hanno riprovato a distanza di tre settimane, portando a termine l’impresa. I malviventi che si sono introdotti nel laboratorio per appiccare le fiamme sapevano cosa colpire, non hanno lasciato nulla al caso, mettendo anche in serio pericolo la vita dei soci che abitano al piano superiore.



Era da poco passata l’una, quando la figlia di Massimo Casarotti, è uscita nel terrazzo di casa ed ha udito un crepitio di fiamme provenire dalla fabbrica di famiglia al piano terra. Non riusciva a crederci, qualcuno aveva appiccato un incendio. Il padre, dopo aver fatto uscire la famiglia dall’edificio, ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco ed ha avvertito il socio Michele Casarotti che in pochi minuti è giunto sul luogo. I due, con l’aiuto di altri famigliari ed il cuore pieno di paura e rabbia hanno cominciato a domare le fiamme in attesa dell’arrivo dei pompieri.

«Si tratta di un danno su commissione, non ho le prove, ma è così» spiega con amarezza Massimo Casarotti «chi ci ha fatto questo conosceva gli spazi e sapeva cosa era contenuto nel camion, dato che lo avevamo preparato sabato per la consegna di lunedì e lo avevamo parcheggiato in un luogo diverso dal solito». Il mezzo conteneva gli stampi per poter produrre alcune tipologie di mobili, si tratta di matrici uniche, il cuore dell’attività aziendale «non può essere stata una coincidenza, così sono riusciti a bloccare la produzione, che non potremmo più riprendere. Non ci erano riusciti nel rogo di luglio, ora sì».

I danni del precedente incendio infatti, stimanti oltre i centomila euro, avevano solo rallentato la produzione, che si era spostata nelle zone del capannone non sottoposte a sequestro «questa volta invece hanno bruciato oltre alle matrici, anche il nucleo centrale degli spazi di lavorazione, dove sono posti tutti i macchinari di lavorazione» spiega il socio Michele «forse il primo incendio è stato un avvertimento, ma noi abbiamo continuato a lavorare con la serietà e legalità di sempre, ed ora eravamo pronti per una grossa consegna prima delle ferie». Secondo Michele i malviventi stavano tenendo d’occhio quello che accadeva nel laboratorio «ci hanno pedinato e studiato bene la situazione, dato che nemmeno i cani dei vicini hanno abbaiato». Michele e Massimo, con al produzione ferma e un danno da stimare oltre i centomila euro, ora vivono in uno stato di angoscia. 


 

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