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Padova, esce da Sant’Antonio con l’ostia consacrata: parapiglia e arriva la polizia

Una donna chiede la comunione ma dice non poter mangiare la particola perché ha la gola troppo secca

 

PADOVA. Temporeggia nel mangiare l’ostia consacrata appena ricevuta e ne nasce un parapiglia con due custodi della basilica del Santo: protagonista con questi ultimi della singolar tenzone, una donna di 60 anni. Tanto banale quanto ritenuto pretestuoso il motivo addotto dalla fedele per non inghiottire la particola: aveva la gola troppo secca per farlo. Per i due custodi una scusa per portare via l’ostia consacrata e farne uso improprio. Ma soprattutto, in tempi di Covid, una violazione delle rigide norme che regolano anche la fede.

Onde evitare il rischio di contagi, infatti, l’ostia viene consegnata al banco e deve essere consumata sul posto. L’atteggiamento della donna e quello dei due custodi si sono fusi in una miscela esplosiva che ha scatenato un parapiglia culminato con qualche spinta, la “fuga” della fedele indisciplinata e l’arrivo di una pattuglia della polizia.

Va pur detto che la donna in questione uno stinco di santa proprio non è, dal momento che nel suo curriculum ci sta pure qualche precedente di polizia. Nulla di serio, per carità. E comunque mica ce l’ha scritto in fronte. Eppure la sua resistenza verso la richiesta di mangiare l’ostia consacrata, ha destato particolare preoccupazione nei due custodi. Fatto sta che una volta ricevuta la particola nelle mani, non ne voleva sapere di inghiottirla.

I due le hanno fatto notare con modi garbati che non poteva tenerla con sé, men che meno uscire dalla basilica con quell’ostia. Il clima si è surriscaldato, da una parte le richieste sempre più pressanti, dall’altra la resistenza granitica. Alla fine la donna è riuscita ad allontanarsi e la discussione è proseguita fuori dalla chiesa, dove è culminata con qualche spinta. E, tra un battibecco e l’altro, alla polizia sono arrivate due distinte chiamate di soccorso. Una da parte dei custodi e una da parte della stessa donna.

Gli agenti della Volante hanno raccolto sia il racconto dei due custodi sia quello della fedele che nel frattempo si era allontanata dalla basilica ma che in pochi minuti è stata rintracciata. Le parti hanno ribadito le loro posizioni: i custodi hanno fatto notare che non si può portare fuori dalla chiesa l’ostia consacrata perché c’è il rischio che se ne faccia un uso improprio. In più, in questo periodo si aggiunge pure ilo rischio del Covid, con l’ostia che passa di mano e può diventare veicolo di contagio.

Da parte sua la donna ha ribadito ai poliziotti che l’unico motivo per cui non poteva mangiarla era determinato dal fatto di avere la gola completamente secca e di non riuscire a ingoiare la particola. Tanto da chiedere agli stessi agenti di avere un bicchiere d’acqua. Acqua sul fuoco, si spera: nessuno è stato denunciato e magari chissà, con un reciproco atto di “buona” fede, le parti rinunceranno alla querela.
 

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