Montegrotto, sgomberato l’hotel Sollievo: andrà all’asta

Il custode giudiziario ha fatto chiudere l’albergo. Via i trenta ospiti, stop alla gestione della Solgest. Ansia per i 48 dipendenti

MONTEGROTTO TERME. L’Hotel Sollievo di Montegrotto è stato chiuso dal custode giudiziario e l’albergo di viale Stazione ieri è stato sgomberato da clienti e dall’attuale gestione, al Solgest, società veronese che aveva acquisito la gestione stessa dalla proprietà dell’immobile, la Prima Af Srl. L’immobile ora andrà, come previsto, all’asta, e ieri sono stati fatti uscire dall’hotel i trenta clienti presenti e sono rimasti senza lavoro ben 48 dipendenti, assunti dalla Solgest stessa.

LO SGOMBERO


La vicenda dell’Hotel Sollievo si protraeva ormai da un anno. Il custode giudiziario, Monica Rampazzo, aveva disposto già un anno fa lo sgombero dell’immobile in quanto destinato all’asta.

Asta che non è altro che il tentativo di esecuzione dell’immobile dovuta ad una serie di debiti contratti dai proprietari dei muri, la Prima Af Srl. «I creditori hanno richiesto l’esecuzione dell’immobile per recuperare quanto spettante», spiega il custode giudiziario Monica Rampazzo.

«Ci sono più creditori in questo momento. Oggi (ieri, ndr) non abbiamo fatto altro che ottenere il rilascio dell’immobile, applicando un provvedimento che era dell’aprile 2019. L’immobile, per essere appetibile in un’asta, deve andarci libero da eventuali gestioni. Così stavolta, dopo altri due precedenti tentativi, la società di gestione ha dovuto lasciare l’immobile e i clienti l’albergo. La Solgest aveva sostenuto di avere un compratore pronto a rilevare l’immobile coprendo i crediti della Prima Af, ma non si è mai visto».

ASTA E PROSPETTIVE

Ieri al momento dello sgombero erano presenti, i carabinieri di Montegrotto, responsabili della società di gestione, l’avvocato della Prima Af, Fabio Gabrieli. «La trentina di clienti che soggiornavano in hotel hanno avuto tempo fino alle 13 per lasciare l’albergo e a loro è stata trovata sistemazione in strutture vicine. Ora l’hotel, come previsto, è vuoto e andrà all’asta per il secondo esperimento di gara. L’augurio, come abbiamo sempre detto, è che arrivi un imprenditore pronto a rilevare la struttura prima dell’asta, facendosi carico dei crediti contratti dalla proprietà. Ci sono alcune trattative in ballo».

L’ASTA

Dopo la prima asta andata deserta l’anno scorso, il 7 ottobre ci sarà un secondo esperimento di gara. «La valutazione dell’immobile è 4 milioni di euro, ma l’offerta minima richiesta sarà di 3 milioni», spiega ancora il custode giudiziario. «Il valore è stato abbassato di mezzo milione di euro».

«Ci auguriamo che qualcuno acquisti l’hotel», osserva il direttore di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Marco Gottardo. «Avere due hotel dismessi uno accanto all’altro, Montecarlo e Sollievo, non è bello. Questa questione è certamente un danno per l’immagine del territorio e per i dipendenti, ma da tempo era nell’aria ed era inevitabile».

DIPENDENTI A CASA

Il guaio maggiore riguarda ora i 48 dipendenti rimasti senza lavoro. «Di questi una trentina sono con contratto a tempo indeterminato e gli altri con contratto a tempo determinato», spiega Franco Penello, segretario del sindacato autonomo Saltae che ha 18 lavoratori iscritti. «I dipendenti sono adesso in un limbo come era accaduto con l’Hotel Bertha. Sono ancora assunti dalla società di gestione. Se la Solgest non li licenzierà o non avvierà le richieste di ammortizzatori questi dipendenti rischiano di rimanere senza copertura data dagli ammortizzatori sociali». «Era una questione che da tempo ci preoccupava», ammette ancora Penello. «In fase di lockdown purtroppo, con la Solgest che aveva deciso di rimanere aperta nonostante le restrizioni, avevamo purtroppo capito per l’ennesima volta delle lacune della società di gestione». –



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi