Villa Contarini, la reggia sontuosa è come una visione

Viaggia il Veneto, i primi proprietari vollero il genio di Andrea Palladio. a storia raccontata da una serie di squisite stranezze

PIAZZOLA (PADOVA). Una villa che è anche uno dei palazzi più grandi d’Europa. Tanto che nel Seicento fu chiamata “reggia”, con i suoi 180 metri di lunghezza che si affacciano sulla grandiosa piazza, oltre il pittoresco parco e i canali che la circondano. È un colpo d’occhio notevole, quello che accoglie il visitatore all’arrivo a Villa Contarini-Camerini di Piazzola sul Brenta. Ma all’occhio più attento non sfuggono stranezze nelle cui pieghe leggere la non meno appassionante storia di questo capolavoro barocco al centro di un carosello di canali, vasche d’acqua, ponti in pietra, prati e laghetti.

Alterne fortune

Che le stagioni di Villa Contarini siano state segnate dalle diverse fortune dei proprietari, lo annuncia già la piazza semicircolare che ne è ideale prolungamento: da un lato l’emiciclo è porticato, nell’altro si risolve in una doppia fila di alberi, che lasciano intendere che completare il semicerchio non fu ritenuto necessario. Così come lo dichiara l’asimmetria decorativa delle due corpi laterali: la balaustra dell’ala orientale è adornata con venti monumentali statue in pietra, l’identica ala opposta non ne reca nemmeno una.

Ma l’aspetto che stupisce di più è il contrasto tra la sontuosa facciata (anche se gli affreschi che la ornarono nel Seicento sono ora quasi illeggibili) e il retro della villa: un austero muro grigio.

Il corridoio

Tutta la villa è percorsa internamente da un lunghissimo corridoio per passeggiare al riparo dalle intemperie e dal calore estivo ed ammirare la successione di nove sale che vi si affacciano, affrescate con temi biblici, mitologici, scene di caccia, mosaici e giochi prospettici. Le sale comunicanti, in parte decorate ex novo nell'Ottocento, terminano con l’edificio detto Corridore.

Stagioni di alterne fortune che iniziarono nel 1413, quando l’originario castello carrarese divenne di proprietà della famiglia Contarini, che si rivolse ad Andrea Palladio per trasformarlo in villa rurale. Nel Seicento, vi aggiunse i due colossali corpi laterali, per ostentare l’immenso potere del casato che diede alla Serenissima otto dogi e decine di personalità.

Tra questi, l’immaginifico Marco, a soli venticinque anni Procuratore di San Marco, che nel 1670 decise di farne una reggia per la musica e lo spettacolo, realizzando il “Superbissimo, Capacissimo, Nobilissimo Teatro di Piazzola” alla cui inaugurazione accorsero nobili di tutta Europa, ma del quale restano solo le cronache dell’epoca.

Dopo gli splendori dell’epoca contariniana, i successivi proprietari destinarono la villa a scopi puramente agricoli: dello straordinario giardino ricco di grotte, fontane, labirinti e boschi di agrumi che gli ospiti di Marco descrissero, si può cogliere testimonianza solo negli ampi spazi e nelle grandi peschiere destinate a grandiosi spettacoli nautici.

Un futuro possibile

Poi, a metà dell’Ottocento, la nuova proprietà Camerini riportò la villa al suo splendore, completandola secondo il gusto dell’eclettismo ottocentesco. Paolo Camerini, che creò intorno alla villa il polo industriale più vasto della provincia di Padova, bonificò i terreni creando anche l’attuale lago artificiale e vi realizzò anche una sorta di grande parco-giochi cinto dal parco paesaggistico.

Ma la guerra mise fine ai suoi progetti. Poi le ristrutturazioni illuminate di Giordano Emilio Ghirardi (proprietario dal 1969) e la tutela dell’Ente per le Ville Venete. Nel 2005, l’acquisizione della Regione Veneto.

Il corridoio

Tutta la villa è percorsa internamente da un lunghissimo corridoio per passeggiare al riparo dalle intemperie e dal calore estivo ed ammirare la successione di nove sale che vi si affacciano, affrescate con temi biblici, mitologici, scene di caccia, mosaici e giochi prospettici. Le sale comunicanti, in parte decorate ex novo nell'Ottocento, terminano con l’edificio detto Corridore.

La galleria

La grande Galleria delle Conchiglie, al piano terra dell'ala occidentale, oggi chiusa da vetrate, era originariamente un loggiato aperto. Soffitto e pareti sono decorati a disegni geometrici di gusto manieristico con l’impiego di decine di migliaia di gusci di conchiglie che riproducono un repertorio di forme tratte in parte dal mondo marino.

La biblioteca

L'attuale Biblioteca è frutto dell'imponente opera svolta da Paolo Camerini dal 1890. Oltre a restaurare la villa e a dare nuova veste urbanistica, sociale ed economica alle proprietà, raccolse importanti collezioni librarie con pregevoli edizioni che spaziano dal Cinquecento al XX secolo. Nel 1969, con la proprietà di Giordano Emilio Ghirardi, fu arricchita da testi a tema medico.

La sala della Musica

La Sala della Musica, costruita nel Seicento su iniziativa di Marco Contarini, è un eclatante esempio di architettura musicale su tre piani, ancora oggi spazio per concerti e registrazioni. Le melodie intonate dai musicisti nei ballatoi superiori sono riflesse dal controsoffitto ligneo e si diffondono attraverso l’apertura ottagonale del pavimento nel sottostante auditorio.

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PRENOTRAZIONI

Villa Contarini si può visitare tutti i giorni, tranne il mercoledì, dalle 9 alle 19, ma solo su prenotazione (tel. 049 5590347).

IL SITO

Il parco si estende su circa 45 ettari tra le antiche peschiere e il lago dalle rive ornate di esotiche specie arboree. villacontarini.eu

 

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